Capisci quando la stagione balneare è veramente decollata nel momento in cui la banda disponibile sulla connessione telefonica atterra. E comincia a scavare.
Il canarino nella miniera, nel mio caso, sono le situazioni collaborative con audio e video; a inizio giugno era come stare sulla Adsl, a inizio luglio mi toccava uscire sul balcone per avere il video e adesso si fa fatica ad avere l’audio.
Dipende da dove ci si trova e da mille altre faccende, ovviamente. Non si può neanche biasimare la gente perché guarda la partita su iPhone mentre cerchi di svolgere la tua riunione oppure twitta, condivide, selfizza, posta, pubblica, filma, instagramma, tiktokka e facebookka per mostrare il fritto misto o i sempreverdi piedi in fondo alle gambe poggiate sulla sabbia, sulla branda, sulla sdraio. Sono per la Net neutrality ed è giusto che sia spazio sulla rete per tutti i comportamenti, anche quelli che non sono produttivi secondo qualcun altro. Siamo tutti gli altri di qualcuno.
Cominciamo a prepararci al meglio per la prossima stagione. Partecipiamo al Kickstarter di Stephen Hackett di 512 Pixels, che lancia il
calendario 2022 dello hardware Apple.
Il calendario nasce dalla sua ampia raccolta di vecchi computer e apparecchiature varie marchiate Apple; per ogni mese ci sono tutti i riferimenti a date di uscita, di annuncio, di ritiro, corredati da belle foto.
Mancano ancora due settimane al completamento della raccolta fondi, che ha già abbondantemente superato la copertura minima richiesta. Il calendario, dice Hackett, è digitalmente già pronto e deve solo essere stampato, per chi lo volesse su carta. E sarà spedito a novembre, in tempo per entrare nell’anno nuovo già muniti del necessario.
Mi scuso per insistere, solo che passato il primo clamore – quello che fa comodo alla propaganda, perché la maggioranza si ferma lì – inizia ad alzarsi il sipario sopra la faccenda dei risultati Invalsi e la loro attribuzione di comodo alla didattica remota.
Si prenda l’eccellente articolo di Elisabetta Tola su La valigia blu,
Non è “il tonfo della DaD”. I dati Invalsi dicono (molto) altro:
Da giorni impazzano titoli e interpretazioni sui dati Invalsi, usciti giovedì mattina. Peccato che titolisti, giornalisti e anche parecchi politici dimostrino, ancora una volta, di non saper leggere con la giusta attenzione i report e le tabelle pubblicate dall’Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, e, soprattutto, di non conoscere il concetto di correlazione e di rapporto causa-effetto.
Disclaimer: i discorsi a livello nazionale non necessariamente rispecchiano situazioni locali. Chi scrive è molto soddisfatto della scuola della figlia (a parte la tendenza al valzer delle cattedre di cui non capisco la razionalità, umana, economica, logistica, didattica eccetera).
Lo stato della scuola italiana non è allegro. Secondo la
valutazione Invalsi, il livello della scuola secondaria di primo grado è questo:
- il trentaquattro percento degli studenti ha risultati inadeguati in italiano;
- il quaranta percento degli studenti ha risultati inadeguati in matematica;
- il ventidue percento degli studenti ha risultati inadeguati nell’inglese letto;
- il quaranta percento degli studenti ha risultati inadeguati nell’inglese ascoltato.
Sconfortante, vero? Eppure sento già la soluzione: colpa della DaD.
I dati li tiro fuori una prossima volta, perché in realtà non servono; bastano i concetti, davanti al meme che il pessimo risultato degli ultimi test Invalsi sia colpa della DaD (abbreviazione che non ripeterò più perché chi parla per sigle si dimentica della sostanza delle cose, prima ancora che delle parole).
Fai che la tua azienda abbia avuto un calo di fatturato durante la pandemia. Ne ho viste e sentite di ogni, l’ultima – ieri – gli alberghi.
Apple è cattiva, monopolista e avida perché chiede il quindici percento dei proventi delle app in vendita su App Store che fatturano meno di un milione di dollari.
Da ottobre, Google
chiederà a chi pubblica giochi su Stadia una percentuale del quindici percento, fino ai tre milioni di fatturato.
In questi mesi, ne deduco, Google deve essere qualcosa di persino innominabile, visto che la percentuale richiesta agli sviluppatori su Stadia è superiore.
Otto campus parte dell’Università statale della California
forniranno ai nuovi iscritti di quest’anno che lo richiedono un kit composto da iPad Air, tastiera e Apple Pencil, nonché il supporto tecnico che sarà necessario.
In totale saranno serviti trentacinquemila studenti, che potranno tenere il kit durante la loro intera frequenza universitaria.
California State University non è roba da ricchi; metà degli studenti frequenta grazie a borse di studio e iniziative filantropiche. La maggioranza dei laureati è il primo o la prima a raggiungere il traguardo nella propria famiglia di origine.
Da anni, con due figlie piccole, non sono padrone dei miei schermi. Ma le figlie crescono e oggi ho fatto una vera indigestione, con due set della finale del tennis e quasi tutta la finale del calcio (di cui sono anche riuscito a
confondere la data, per via del caldo, suppongo).
Dopo il primo set, non avrei messo due centesimi su un esito della prima finale diverso da quello effettivo e purtroppo avevo ragione.
Oggi vado fuori tema e me ne scuso anticipatamente. Sono però rimasto colpito da una telefonata udita a bordo spiaggia, dal tavolo di fianco. Se fosse stata rivolta a me, avrebbe avuto questo tenore.
Ti invito a fare parte del board, il consiglio di amministrazione, della mia azienda di consulenza. Il compenso per fare parte del board è l’uno percento del fatturato, che può salire fino al tre percento se, invece di fare pura presenza, presti servizio. Ho pensato di invitarti perché vogliamo mostrare un board diversificato e tu sei un maschio europeo.
Oggi per fortuna finiscono gli Europei di calcio.
Per fortuna, in quanto un noto marchio di bevanda gassata sponsorizza una raccolta di figurine dei calciatori.
Sulle lattine campeggia un codice QR, che porta a una pagina dove si può leggere quanto segue:
E utilizzando l’App [omissis] potrai anche scansionare il logo [omissis] che trovi sui prodotti [omissis] per redimere un pacchetto di 5 figurine digitali!
Capisco che oramai scansionare sia diventato parte del linguaggio comune (il verbo relativo alla scansione sarebbe scandire). Possiamo passarci sopra.