È già iniziato il balletto sulla ripresa della scuola a settembre, con preoccupazioni fondamentali come aprire necessariamente in presenza e vaccinare il corpo docente.
Mi dico: da marzo 2020 a settembre 2021, passato un anno e mezzo, la scuola si sarà certamente organizzata per lavorare in presenza e in sicurezza, sempre e comunque. Abbiamo un ministro che si occupa apposta della scuola, certamente ha predisposto al meglio ogni cosa.
Anche rispetto alle vaccinazioni, noto che da tempo sono aperte le prenotazioni per qualsiasi fascia di (maggiore) età. Sicuramente i professori si sono prenotati per tempo e si sono vaccinati o si accingono a farlo. In Lombardia, perfino a prenotare una prima dose ieri si trova posto per fine agosto e già mezza vaccinazione inizia a fare la differenza. Abbiamo un ministro anche qui e male che vada si organizzeranno eventi speciali di vaccino apposta per i docenti; dopotutto, a marzo si prometteva che tutti gli italiani sarebbero stati vaccinati entro fine estate e a giugno, comunque della promessa era rimasta almeno la prima dose. Fine estate è il 23 settembre; avere il cento percento dei docenti con la prima dose entro quella data, per la scuola italiana dove è in pieno svolgimento il valzer delle cattedre, sembra un progresso clamoroso.
Il dito è il
trimestre finanziario di Apple, impressionante anche per un metro ottimista. Il migliore trimestre primaverile di sempre, per distacco abissale, e vabbè, sono cose già lette.
Questa, meno:
I primi tre trimestri del 2021 hanno reso più dei quattro trimestri del 2020.
(Si possono raccontare altre cose simpatiche su questi risultati, tipo che il trimestre primaverile – il peggiore nella tradizione Apple – ha battuto il trimestre natalizio 2017, che è tradizionalmente il migliore. Andiamo avanti, che si fa tardi).
Apple ha pubblicato un elenco di
undici buone ragioni per l’adozione di Mac da parte delle aziende.
Non dovrebbe neanche essere necessario e per questo non cambierà più di tanto le cose. Spiegare a un fanatico ottuso che un Mac ti fa risparmiare ottocentoquarantatré dollari rispetto a un Pc, oppure che un’aziendina come Salesforce adotta Mac su larga scala, funziona poco come ogni argomento razionale. Se poi il fanatico ottuso decide gli acquisti della società, non c’è neanche da pensarci.
Nella mia bolla sociale sono esplosi i commenti sull’opportunità di vaccinarsi o meno, suppongo a valle delle polemiche sulla necessità di certificazione e relativo green pass a partire dai primi di agosto.
Scopro le mie carte subito, così chi vorrà prendersela con me lo farà per questo e non per quanto dirò dopo: sono giustappunto reduce dalla seconda dose. Se in generale condivido l’idea del green pass, comunque l’Italia lo trasformerà all’italiana in un papocchio indegno e questo andrebbe evitato, perché ci costerà molto e sarà sommamente inutile.
I veri intenditori hanno notato, come riporta Huffington Post,
la citazione di varie colonne sonore di videogiochi durante la sfilata di apertura dei Giochi di Tokyo. Una proprio
in corrispondenza dell’ingresso dell’Italia nello stadio.
Contemporaneamente, giravo le bancarelle sul lungomare del paesino. Purtroppo non sono riuscito – per ora – a documentarlo; mentre stavo per scattare una foto ho ricevuto un’occhiataccia e ho evitato problemi. Ho visto una montagna di confezioni evidentemente made in China: dentro, uno scatolotto grande come due Mac mini impilati, collegato a un piccolo controller con i pulsanti tipici di un apparecchio per console di videogiochi.
In visita ad amici che lavorano per promuovere su AirBnB
una bella casa sulle colline umbre (a un quarto d’ora da Terni, a mezz’ora dalle Marmore eccetera), ho seguito fedelmente le indicazioni di Mappe. Quando però, negli ultimi cinquanta metri, ho visto il segnale per Colle Giacone, l’ho seguito ignorando il navigatore. Che, a dargli retta, mi avrebbe portato, bontà sua, sulla sommità del Colle Giacone, il colle che condivide il toponimo con il paese. Una cima dove arrivare in macchina, perlomeno con un’auto ordinaria, è proprio impossibile.
Nel secolo scorso, Mac OS 8.5 ha introdotto le
icone proxy del documento dentro la barra del titolo della finestra.
Si poteva prendere l’icona proxy e trascinarla in una posizione diversa nel sistema, a patto che il documento fosse salvato. In presenza di modifiche ancora da salvare, l’icona appariva in stato disabilitato e trascinarla era impossibile.
Design impeccabile e deliziosamente semplice. Non ti piaceva? Pazienza.
Oggi, Big Sur mostra l’icona proxy solamente se ci passa sopra con il puntatore (un mouseover). Secondo diversi commentatori, John Gruber tra gli altri,
è una scelta di design meno impeccabile della precedente.
Studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e ti formi come designer, ma devi anche passare un esame di Web Design, perché il design del XXI secolo è anche questo.
Fortunatamente hai un docente geniale e capace che sa metterti a confronto con Html, Css e JavaScript.
Perché non mostrare a tutti il lavoro fatto, nella veste grafica pensata da ciascuno? Così nasce
Programmatori per caso.
Ci sono lavori molto belli. Alcune cose richiedono magari Chrome o Firefox, altre sono magari pesantine, ma sono ragazzi che studiano e fanno ricerca. I loro peccati veniali di gioventù sono niente a confronto di certi web designer del mondo professionale, che evangelicamente filtrano il moscerino e fano inghiottire il cammello al cliente.
Lo sanno anche i terminali stupidi, che è uscito
BBEdit 14. Lo sa chiunque al mondo che lo acquisto istantaneamente appena finito questo post (scritto con BBEdit, va da sé).
Non tutti sanno perché dovrebbero mettere da parte le riluttanze e almeno provare la versione trial (che a termine trial resta gratis in forma di eccellente editor di testo, privo delle funzioni utili al coding), se proprio non si ha il buonsenso di effettuare direttamente un investimento in ottimo software
Mac-assed.
Ovviamente per amore della buona tipografia, dello scripting e della padronanza dei mezzi di pubblicazione. Mica per fare gli snob con il testo capovolto sperando che almeno uno nella cerchia dei conoscenti risponda ma come hai fatto?.
Da questo punto di vista, John D. Cook è una garanzia e per mostrare
come usare il grassetto e il corsivo su Twitter (o dovunque si possa incollare testo) usa
emacs, moduli di
Perl e altri esoterismi di gran classe.