Assai meno grave rispetto ad altre notizie che purtroppo continuano ad arrivare dal
centro dell’Europa e dintorni, nondimeno grave: la guerra mette a repentaglio una quantità importante di reperti storici e culturali, dal momento che gli invasori colpiscono indiscriminatamente.
Sono a rischio tanto i documenti analogici che quelli digitali, causa attacchi cibernetici, distruzione di centri dati e anche di normali abitazioni.
Sui dati digitali, è emerso il lavoro di
Saving Ukrainian Cultural Heritage Online (Sucho), che coordina milletrecento volontari nel tentativo di preservare anche i bit oltre agli atomi; al momento si parla di oltre venti terabyte già messi in salvo, in maggioranza materiale digitale scandito presso musei, biblioteche e archivi ucraini.
Con
BBEdit mi basta aggiungere al file il suffisso .md per avere un file
Markdown, quindi per avere un formato semplice, leggero, ragionevolmente completo, contemplato da
Pandoc nel caso servano conversioni più sofisticate di quella in Html.
Con Google Documenti, trovo nelle preferenze l’opzione di riconoscere un set base di comandi Markdown. Assai poco, grassetto, corsivo, titoli, link, però il set c’è e, per quanto base, risolve una grandissima parte delle esigenze comuni quotidiane.
Non ho ancora capito se si possa lavorare seriamente con l’esempio pubblicato nelle pagine per gli sviluppatori Apple che desiderano
eseguire macOS dentro una macchina virtuale su Apple Silicon.
Perché è interessante non poco e abbastanza impegnativo da comprendere.
Qualcuno si è già cimentato?
Nel giro di poche ore: ripristinata su App Store russo
la app usata dall’opposizione per coordinarsi in vista delle elezioni; aggiornamento di iWork che aggiunge poche cose, una delle quali però è
un primo supporto dei Comandi rapidi; sponsorizzato studio che
mostra l’importanza delle app indipendenti su App Store.
Il mondo potrebbe sempre essere un posto migliore, chiaramente. La app russa avrebbe potuto non essere mai ritirata, vorremmo aggiornamenti di iWork più corposi e App Store ha la sua quota di situazioni migliorabili.
Ma quanto è bella l’idea di MacStories di varare
Automation April?
Me ne sono accorto solo ora e fortunatamente nulla è perduto, tutto può essere letto e, più di questo, ogni Comando rapido può essere scaricato. Il sito ne ha più di duecentocinquanta liberi e gratuiti e solo in questa prima settimana ne sono arrivati altri dieci. Prima di decidere che servono poco o nulla, meglio dare un’occhiata, perché un Comando rapido utile trasforma la vita (nel computing).
Come al solito, i pezzi di Riccardo possono essere condivisi o suscitare voglia di controbattere. Fanno anche qualcosa di meglio però: spingono a pensare.
Come questo, che si chiede
come possa Apple essere una forza di ispirazione nel software. La tesi di fondo è che Apple stia lavorando bene nello hardware, portando novità importanti e trascinandosi dietro la concorrenza in un miglioramento complessivo dell’offerta (è tutto molto più sfumato di così, ma devo parlare dell’articolo e anche dormire qualche ora). Mentre nel software, in essenza, si fa quello che si faceva vent’anni fa, solo più comodamente e velocemente.
Vogliamo portare le figlie al
Muse di Trento approfittando delle vacanze pasquali.
Le prenotazioni si aprono con dieci giorni di anticipo sulla data scelta e non prima.
Così, a mezzanotte in punto, mi sono presentato per prenotare i biglietti su giovedì 14. Appena l’orologio ha segnato 00:00 ho ricaricato la pagina. Ci avrà messo due o tre secondi.
La vendita per giovedì 14 è chiusa su tutto il giorno, in tutte le fasce orarie.
Riprenderò a parlare di Apple, Internet e tecnologia, domani. Oggi mi sono informato.
Da oggi, più ancora che nei giorni scorsi, chi si pone da quella parte si (s)qualifica da solo.
Chi osi giustificare, ma anche solo fingere una neutralità vomitevole, si pone fuori non solo dalla storia, ma anche dal consesso umano.
Come già in un’altra situazione precedente (e perlopiù sono le stesse, incredibili, insostenibili persone), la misura è abbondantemente colma.
Una volta sì che ci si sentiva pionieri a usare Mac, perché mettevi le mani nel sistema e facevi i miracoli con ResEdit e ogni giorni imparavi qualcosa e ti sentivi hacker.
Ieri Apple ha compiuto quarantasei anni e il ragionamento convenzionale prosegue da almeno venti con la geremiade: oggi il sistema è chiuso, non si possono più mettere le mani nel sistema, non c’è più ResEdit, che bruttura, come faranno i gggiovani.
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