Pur mancando due settimane a
Wwdc, ieri cadeva il
Global Accessibility Awareness Day e Apple, invece di parlare di rumor, ha anticipato
funzioni innovative di accessibilità che uniscono la potenza di hardware, software a machine learning, che faranno matematicamente parte delle novità software di iOS, macOS, iPadOS, watchOS e quant’altro, per cui le vedremo in azione prima di fine anno.
I non vedenti potranno individuare le porte in un posto non conosciuto e ricevere descrizioni di che cosa sta loro intorno. Maps fornirà feedback tramite VoiceOver a chi richiede direzioni per camminare verso un luogo.
Premessa. La sostanza di una recensione, nel mondo informatico, è scrivere di qualcosa per spiegare come è fatto, che cosa fa e come lo fa. C’è qualcosa di diverso rispetto alla recensione classica di un libro. Ma per quanto riesco recensirò
La Prima Colonia come si farebbe da informatici, anche perché l’autore di informatica ne mastica, al punto di portarne tanta e non inutile ovunque, nella trama come nella struttura.
Un altro punto della premessa è che il lavoro di
Edoardo al Montecristo Project dura da dodici anni e mi è capitato alcune volte di incrociare varie fasi della sua gestazione. Cercherò di ignorare sistematicamente questa conoscenza pregressa in quanto l’opera va giudicata da quello che porta, mentre come è nata dovrebbe essere secondario.
E così il 23 maggio
non ci sarà il rientro generale per tre giorni a settimana negli uffici di Apple.
Delle
avvisaglie della situazione si è parlato. Se vogliamo parlarne per luoghi comuni, il genio non rientra nella lampada, niente sarà più come prima, la frittata è fatta; se preferiamo fare un discorso vagamente intelligente, il lavoro in ufficio è come il libro su carta: ci accompagna da secoli e ha numerosi vantaggi, ma non è più e non potrà mai più essere l’unico modo possibile di lavorare (leggere). Perché ha anche svantaggi e perché finora ha dominato in quanto nessuno aveva tirato fuori alternative migliori.
Normalmente arrivo sui compleanni il giorno dopo e oggi invece il giorno prima, perché ho avuto una esperienza fortunata (purtroppo riservata) con
Wolfram|Alpha a livello di ambiente scolastico.
Wolfram|Alpha compie esattamente tredici anni domani e si tratta di un compleanno significativo, perché secondo i suoi fondatori questa dovrebbe essere l’età giusta per approcciarlo, ovviamente sotto la guida degli insegnanti, da parte dei ragazzi.
È quello che succede già da un po’ nell’ambito di un
esperimento in Estonia, che sembra dare buoni risultati. Il principio è liberare i ragazzi dal vincolo di imparare per forza tutte le procedure di calcolo e invece utilizzare quel tempo per avvicinarsi a settori della matematica che i ragazzi stessi hanno le capacità intellettuali per comprendere, ma arrivano a studiare normalmente molto più tardi per via del tempo passato a calcolare per lo più inutilmente, cosa che il calcolatore riesce a fare molto meglio e molto prima.
Dice, che bello l’editor di testo xyz che ti fa scrivere in Markdown e ti mostra in diretta la resa grafica del codice. Mica come
BBEdit, che ha l’anteprima di tutto, ma piuttosto rudimentale e non all’altezza di tutte le cose che si fanno oggi con
Markdown.
Vero, ma possiamo arrangiarci comunque con
BBStylish che mostra un’anteprima di Markdown assolutamente glamour e, non piacesse, totalmente personalizzabile in modo semplice. Il foglio stile contiene le istruzioni per cambiare le impostazioni e neanche serve saperne troppo di
Css, oltre al minimo sindacale.
Mi sono ritrovato in uno di quei thread surreali dove uno parte affermando non c’è una sola cosa che iPad faccia meglio di Mac. Riferito oltretutto principalmente a un MacBook.
Bisognerebbe trattenersi dal rispondere se non fosse uno di quei casi che rendono la reazione inarrestabile. Perché anche la persona più parziale del mondo dovrebbe semplicemente guardare un iPad, vedere che può ruotare lo schermo, constatare la presenza di una fotovideocamera dorsale, prendere atto della possibilità di uso sia con la tastiera sia senza tastiera… insomma, è fisicamente evidente che almeno qualcosa iPad la faccia per forza meglio di Mac. Se non altro, guardare una foto scattata in verticale, o girare un video e inserirlo in un documento.
Oggi c’è stato il primo vero caldo e con il vero caldo una parte di me torna diciottenne, quella che perde tempo, si guarda in giro e dà retta solo all’istinto. Perché a diciotto anni l’istinto ti fa fare cose che sono giuste anche quando sono sbagliate; per il resto sei uno sciocco che sopravvaluta clamorosamente la sua comprensione del mondo. Non che adesso, eh; però, qualche multiplo dopo, miei amici qualcosa del mondo lo hanno capito, almeno loro. A diciotto anni, neanche per errore.
La farò cortissima: MacStories
ha infine pubblicato i vincitori del suo concorso Automation April, di cui
abbiamo parlato in precedenza, ed è tutto da leggere, vuoi perché qualcosa può veramente tornare utile, vuoi perché il fatto artistico gioca un ruolo fondamentale: sono arrivate centinaia di proposte e ciascuna si è misurata con i vincoli della piattaforma, per spingere oltre il limite di quello che è possibile fare con i Comandi Rapidi. La cosa più bella che
ha dichiarato Federico Viticci è questa:
Era già abbastanza chiaro, pensando al
grande firewall cinese e al blocco russo che ha fatto
decollare l’adozione di software per collegarsi via Vpn e aggirare le censure.
La vera cartina di tornasole è stata tuttavia l’operazione militare speciale russa.
L’inizio dell’invasione è stato accompagnato da un attacco cibernetico russo che
ha bloccato decine di migliaia di modem e router Viasat, creando problemi in tutta Europa ma soprattutto mettendo in ginocchio la rete di comunicazione ucraina.
Alla fine si è realizzata la lungimirante previsione di Bill Gates:
iPod non poteva durare nel lungo termine. Infatti sono passati appena diciassette anni, letteralmente volati e Apple ha infine dismesso anche iPod touch, ultimo superstite della famiglia, che resta ufficialmente
in vendita fino a esaurimento scorte.
Apple avrebbe fatto meglio a dare retta a chi il mercato lo conosce bene e sa coltivare l’innovazione, più che mai a livello di elettronica di consumo rivolta a tutti.