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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

22 gen 2024 - Hardware

Non ne resterà solo uno

Più ci penso e più sono convinto che lo avrei chiamato Vision e basta. Più penso a quello che penso, più mi convinco che ci sarà una ragione per essere Vision Pro e che il futuro immersivo dell’ecosistema Apple non starà fermo per sempre in alta montagna economica, a quota tremilacinquecento.

Nell’imminenza del lancio del due febbraio iniziano a moltiplicarsi i commenti, gli slanci di fantasia, le profezie, i salti nel vuoto, le invenzioni, la fantascienza, i vorrei ma non posso. Starei sulla leggerezza, dato che Vision Pro stesso è pesantino: tra seicento e seicentocinquanta grammi, circa un iPad, quasi un pallone da basket, un centinaio di grammi più di quasi tutta la concorrenza. Che ha la batteria integrata.

Leggerezza vuol dire rispondere con ironia ma non tanto alla domanda dove lo tengo?. Oppure gustarsi il filmato promozionale del making of, girato in modo che funziona perfettamente (anche in Vision Pro) sia in sedici noni che in nove sedicesimi (verticale)

Anche perché questa è un prodotto uno-punto-zero. Ricordo Macintosh 128k con gli scambi infiniti tra floppy e l’assenza dei tasti cursore. iPhone con la penosa connessione Internet 2G, il connettore a trenta piedini, zero app. iPad che pesava troppo e secondo i geni di Altroconsumo si candidava a migliore cornice digitale di tutti tempi.

Il mio watch di prima generazione si illuminava solo se giravo il polso e faceva metà delle cose di oggi con metà dell’autonomia di oggi. La prima versione di un prodotto è solo un assaggio di quello che verrà, se le cose sono fatte bene. Non trovo il link ora ma ricordo perfettamente una frase di Paul Graham: Se nessuno trolla il tuo prodotto, vuol dire che hai aspettato troppo per uscire.

Ho già visto un po’ di commenti e qualche aristocratico che dichiara altezzoso a questo giro passo. In effetti è facile che accada, genio, perché il lancio è solo americano.

Certo, anche iPhone fu lanciato solo negli States e c’era gente che, sapendo di avere un volo in programma, raccoglieva le prenotazioni. Un signore brianzolo raccolse anche la mia. Ma erano cinquecento euro e c’erano libri da scrivere, riviste da alimentare. A sette volte tanto il problema non è di chi commissiona, ma di chi dovrebbe presentarsi in Apple Store con cifre imbarazzanti e uscirne con borse altrettanto, alla mercé delle dogane se non peggio.

Anche questa volta: è solo l’inizio. Stiamo leggeri.

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