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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

28 giu 2023 - Software

Maturo per un pubblico

Un grosso punto di soddisfazione per le registrazione del podcast effettuata ieri è che, per la prima volta a mia conoscenza, siamo riusciti a collegarci via FaceTime e a restare in FaceTime per tutta la serata.

Se per la comunicazione estemporanea FaceTime è meraviglioso, ci sono voluti anni perché acquisisse certe sfumature che contano in una videoconferenza tecnicamente complessa come è di fatto un podcast. Ieri sera ho risposto alla chiamata FaceTime con iPhone e poi l’ho trasferita a Mac, per esempio, in modo da poter usare il microfono giusto. C’è chi aveva l’esigenza di commutare in corsa la videocamera e ha potuto verificarne con successo la fattibilità in FaceTime. E così via, compresi momenti di instabilità della connessione che avrebbero potuto mettere a rischio la continuità della registrazione.

FaceTime continua a seguire una linea di sviluppo diversa da quella di uno strumento dedicato per videoconferenze, tipo Zoom per capirci, e giustamente. Nonostante questo, sembra arrivato il momento di poterlo proporre come soluzione guerrilla in certe situazioni aziendali dove l’equipaggiamento di serie è del tutto diverso ma tutti usano un iPhone, chi non lo usa potrebbe ricevere un link da usare sul proprio Pc e serve una connessione sporca maledetta e subito invece di attendere tempi biblici per l’invio di qualche invito più convenzionale.

È la solita storia di Apple che si fa strada nelle aziende grazie alle sue strategie consumer. SharePlay nasce per condividere un film o una canzone tra amici ma è una alternativa assolutamente praticabile alla oramai tossica condivisione dello schermo, l’alibi supremo, il liberi tutti di occuparsi di qualsiasi altra cosa fino a quando rimani e lo schermo condiviso.

E Freeform? Forte di qualche esperienza con Miro, posso dire che l’ambiente collaborativo dedicato resta complessivamente superiore. Freeform ha però dalla sua la semplicità e l’immediatezza, senza quella patina di malinconia obitoriale tipica delle lavagne elettroniche semplici in quanto troppo indietro nello sviluppo o perché la decisione di inserirle in un programma è stata assolutamente tardiva.

Insomma, pensare di proporre FaceTime come piattaforma di collaborazione e comunicazione aziendale è poco plausibile, oggi. Invece, creare isole FaceTime per gruppi di lavoro delimitati è diventata decisamente una possibilità. C’è un pubblico potenziale e il tempo è finalmente maturo.

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