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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

24 mar 2022 - Software

L’evoluzione silenziosa

Pur con qualche (notevole) eccezione come gran parte delle cellule cerebrali, non siamo gli stessi di un anno fa e neanche quelli di ieri. Nel nostro corpo cellule nuove sostituiscono quelle vecchie e gli organi rimangono sempre quelli, solo che delle cellule individuali perdiamo ogni traccia, e giustamente, essendo decine di migliaia di miliardi.

Lo stesso, su scala infinitamente e misericordiosamente più piccola, avviene nei nostri Mac. Un aggiornamento modifica file annidati nelle viscere del sistema, un elemento dell’interfaccia cambia impercettibilmente una sfumatura di colore, una plist guadagna o perde elementi secondo convenienza e così via.

Ecco perché ha poco senso la domanda fatidica che cosa cambia nel nuovo sistema operativo? Qualsiasi risposta diamo, considera al massimo quello che si vede e magari ancora qualcos’altro, che non si vede ma si conosce; ciò che è nascosto alla vista, non parliamo di quanto non viene neanche annunciato esplicitamente, non lo conosciamo e ci sono buone possibilità che non lo conosceremo mai.

A meno che non siamo curiosi come su Scripting OS X, dove hanno trovato alcune novità nei comandi da Terminale di Monterey .

Può darsi che ce ne siano altre; i comandi di Terminale nel mio Mac sono millenovecentoquaranta (apri il Terminale, premi due volte il tasto Tab) e scandagliare tutto è impresa notevole.

Per esempio, è arrivato un comando shortcuts per interagire con i Comandi rapidi; rm contiene una nuova opzione, per avvisare – volendo – che verranno cancellati più di tre file oppure che sta per avvenire una cancellazione ricorsiva di directory, ovvero svaniranno anche le sottocartelle.

Ci sono cambiamenti in du (stima l’occupazione di spazio elencando i file), grep (espressioni regolari), hdiutil (Utility Disco via Terminale), plutil (per maneggiare i file .plist) eccetera.

Ho scoperto che esiste un comando aa, Apple Archive.

E altro ancora.

Un Mac cambia, si evolve, si rinnova. Anche in funzione di questo, bisogna educare la testa al cambiamento più di quanto ci venga naturale e istintivo. Il cambiamento stressa, ma sovente ci fa guadagnare. Tanto, anche pensando di riuscire a bloccare le cose per nostra convenienza, apri il Terminale e scopri che non è più come prima.

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