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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

10 feb 2022 -

La magia della sveglia

È da tempo che Apple accusa una grande pressione per le sue politiche commerciali su App Store, con la commissione del trenta percento che appare eccessiva e inadeguata per i tempi, il problema del divieto per le app di usare sistemi di pagamento che non siano App Store stesso eccetera. John Gruber ha recentemente scritto un bel compendio sulla situazione olandese , il cui governo ha multato Apple per tre volte rispetto a certi obblighi che dovrebbe osservare sulle app per il dating.

Apple ottempera alle richieste ma in modo non proprio convincente secondo le autorità olandesi e il braccio di ferro si sta trascinando senza capire chi sarà il vincitore ma, soprattutto, che tipo di vittoria potrebbe sperare di conseguire.

Apple lavora per conservare i propri margini e la propria posizione strategica. Forse ci riuscirà, forse no; in ogni caso, se anche perdesse dieci o venti miliardi di profitto, certo non sono noccioline, ma l’azienda è talmente in salute che potrebbe permetterselo.

Sono più preoccupato del fatto che ho impostato la sveglia di watch riciclandone una già usata, cui avevo dato un nome. E ora non riesco a cambiare il nome.

Le strategie commerciali vanno e vengono, se smetti di fare soldi da una parte puoi provarci da un’altra e ad Apple non mancano le alternative, specie pensando ai recenti ritrovamenti nei log e nel codice di riferimenti a un RealityOS che preluderebbe a un ingresso nel mercato della realtà aumentata. Apple era abituata a contare solo su Macintosh; oggi i flussi di cassa arrivano da almeno cinque canali diversi e potrebbero anche aumentare di numero.

La magia, però, non dipende dai miliardi. Deve restare viva, o il danno sarà, per quanto invisibile, superiore a qualsiasi diatriba sui pagamenti.

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