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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

9 apr 2021 -

Quello che voglio(no)

I tempi eroici del jailbreaking, quando aprivano la sicurezza degli iPhone per poter caricare app non previste da App Store.

L’ho fatto anch’io: avevo ottenuto un iPhone di prima generazione, che senza jailbreak non avrebbe mai potuto funzionare fuori dagli Stati Uniti e senza un contratto con At&T.

C’era chi sosteneva che il jailbreak fosse una questione di libertà dell’utente. Perché l’ho comprato e ho il diritto di farci quello che voglio.

Ci parlerei volentieri oggi, quando sono cambiate un po’ di cose e, per esempio, Procter & Gamble partecipa in Cina a test di una tecnologia di tracciamento pubblicitario in grado di acquisire dati delle persone senza il loro consenso e in barba alle prossime nuove regole di Apple.

La mossa rientra in una iniziativa più ampia del colosso nella vendita al dettaglio di beni di consumo, che vuole prepararsi per un’epoca nella quale nuove regole e preferenza del consumatore limitano i dati a disposizione dei reparti marketing.

Un jailbreak di oggi potrebbe certo consentire l’installazione di app che scavalcano le regole di Apple per tracciare senza consenso del tracciato.

L’ho comprato e ho il diritto di fargli fare quello che vogliono. Senza neppure sapere bene che cosa facciano. Un po’ meno accattivante, come slogan.

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