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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

7 ago 2020

Leggere o non leggere, questo è il problema

Commenti a profusione sulla notizia che gli scienziati cambiano i nomi ai geni per non farseli convertire a tradimento da Excel.

Zero commentatori a soffermarsi sul fatto che la notizia si basa su uno studio del 2016, di cui si parlò persino qui , dunque in abbondanza. Siamo tutti assuefatti al sovraccarico informativo e si vede. Forse dovremmo diffondere un link in meno, rileggere prima di commentare, guardare una pagina concentrati oppure saltarla, se l’esito finale è identico.

Memento: il lato deteriore delle ricerche sull’intelligenza artificiale ha portato a Gpt-3 , terza edizione di un sistema di generazione di linguaggio naturale candidato a eliminare la figura di chi scrive sul web per routine .

Il software è predestinato a soppiantare l’uomo nelle attività non creative e scrivere news rafferme è decisamente una di queste. L’uomo deve farsi trovare all’appuntamento preparato; leggere a cervello spento significa solo che ci si nutrirà di deepfake testuali. Consiglio di evitarlo.

Parlando di intelligenza artificiale, siamo fortunati che ci sia almeno una Apple a lavorare a software (pseudo)intelligente capace di potenziare l’umano invece che prenderne il posto. Invece di perdere tempo con le riesumazioni di The Verge , che stavolta ha perso punti di brutto, dedichiamoci piuttosto alla ricca intervista di John Giannandrea, responsabile Apple per il machine learning, ad Ars Technica .

Da leggere con intenzione, o ignorare. Capisco che il tempo sia poco e l’attenzione razionata tra diecimila cose. Ma non esiste realmente una via di mezzo tra leggere e non leggere.

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