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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

13 dic 2013

Retromomenti

Uno software: Google ha mostrato come un browser di oggi possa tranquillamente emulare un Amiga 500 .

Serve Chrome per questioni di architettura, non di prestazioni. Nel 1985 era un computer potentissimo perché aveva il multitasking incorporato nell’hardware, così come la sintesi vocale; in molti studi televisivi si rischia ancora oggi di trovare un Amiga 500 in uso per creare sovrimpressioni, perché trent’anni fa lo faceva all’avanguardia a un prezzo imbattibile. Adesso sta in una finestrella tra le cento sul mio schermo.

Se Amiga naufragò fu a causa di Commodore, tutta concentrata sull’hardware per dimenticarsi del software, di rara approssimazione se paragonato a Mac o anche agli Atari dell’epoca. Altro discorso, comunque.

E uno hardware: che cosa si deve provare a portare su Internet un Mac Plus del 1986? La faccenda è meno facile di quello che si possa pensare e l’elenco degli ostacoli superati è degno di attenzione.

Il fascino, ventisette anni dopo, rimane.

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