Mai una banalità, a leggere Asymco.
Ho scoperto che Apple consegue oltre la metà del fatturato globale creato dalle prime duececentocinquanta aziende della classifica di Standard & Poor’s riguardo al settore consumer.
Apple è parsec avanti a qualsiasi altra azienda che venda al consumatore finale. Non necessariamente tecnologia, qualunque cosa compresa i detersivi o le bevande gassate.
L’evoluzione pareva diversa. Quindici anni fa erano di impronta tecnologica cinque o dei aziende delle prime venti al mondo per capitalizzazione di mercato. Oggi sono tech in quindici o sedici. Ma i consumatori sono una fetta sottile del mercato globale. Oggi le top twenty per capitalizzazione (che da sole fanno un quarto della capitalizzazione di mercato del pianeta) fanno l’ottantacinque percento del loro fatturato con la vendita ad altre aziende o a enti governativi.
Ma nessuno vende ai consumatori. Meglio, vende, ma sempre meno e in certi casi insospettabilmente poco. Samsung? La sua quota di mercato consumer diminuisce costantemente e non è certo la parte del leone dei fatturati aziendali, circa un quinto. Anni fa era più di due terzi. Persino Google, che ricava miliardi dalla ricerca su Internet, ricava sempre meno soldi dal consumatore.
Su questo Apple è sempre stata a sé. Salvo parentesi, non ha mai avuto una divisione Enterprise. Vende prodotti Pro, che però vanno generalmente in mano a singoli, che siano professionisti o gente comune.
Quando si legge chi fa paragoni tra Apple che vende iPhone alle persone e Samsung che vende Android alle persone, in generale non sa che cosa scrive. Perché le due vendite sono clamorosamente diverse. Apple vende nel proprio mercato di elezione, Samsung in uno dei suoi tanti mercati. Sempre meno importante.
A livello di operazioni in Borsa, supponiamo che qualcuno decida di effettuare un investimento consistente in ambito consumer. C’è letteralmente un unico modo di farlo. Chi, per dire, guarda a investimenti nell’intelligenza artificiale, ragionerà in tutt’altro modo.
Siamo sempre lì. C’è una azienda veramente diversa dalle altre, che trent’anni fa si rilanciò al grido di Think Different. Trattarla alla stregua delle altre aziende, come paperelle a galla nello stesso fiume, tradisce incompetenza.