Una delle diseguaglianze del futuro sarà tra chi può permettersi la privacy e chi meno. Un’altra: tra quanti vivono nel reale potenziati dal digitale e gli altri che devono usare il digitale come succedaneo. Questa è già visibile presso i disagiati che adesso devono pubblicare una illustrazione spiritosissima o un’infografica esaustivissima per ogni ruttino social, convinti che sia originale.
Poi c’è Apple, che per il nuovo logo di Apple Music impiega mesi fino a trovare l’inquadratura perfetta della nota musicale distorta da olio minerale in vibrazione causata da un pezzo preciso, in condizioni precise, per ottenere proprio quell’effetto.
Poteva essere computergrafica, poteva essere omogeneizzato artificiale e invece no. Vero olio, vera musica, vere vibrazioni, vero scatto fotografico. Un lusso, di questi tempi sciatti.
D’altro canto, l’effetto del nuovo logo animato di Apple TV prevede l’inquadratura attraverso un vetro. Un vetro fisico, non un filtro o un transformer.
È un’azienda che dobiamo tenerci stretta, così come gli amici capaci di apprezzarla. L’unica che coniuga naturale e digitale, se occorre passando dall’olio minerale. L’evoluzione dell’intersezione tra tecnologia e arti liberali.
Si ringrazia Achille Campanile per Acqua minerale.