Negli ultimi trent’anni Apple ha avuto tre amministratori delegati. Il terzo, da poche ore.
Di Tim Cook si è scritto all’inverosimile e non mancheranno paginate di analisi, numeri, giudizi. Vorrei solo riprendere un paragrafo dal memorandum interno che ha inviato ai dipendenti:
C’è qualcosa di veramente speciale in Apple. Ciò di cui vado più orgoglioso non potrebbe mai trovarsi in un bilancio annuale. Questo posto è la prova che la cultura trionfa su tutto. Condividiamo la convinzione che ciò che costruiamo conta e che abbiamo sia l’opportunità sia responsabilità di lasciare il mondo meglio di come lo abbiamo trovato. Questo scopo è parte di quanto rende straordinario questo luogo. Apple aiuta a coltivarlo, ma credo che vivesse in voi ben prima del vostro arrivo qui. È ciò che vi ha portato in questa azienda e che continua a sostenere il lavoro che svolgete ogni giorno. Abbiamo creato insieme qualcosa di molto più grande di quanto chiunque di noi avrebbe potuto immaginare o conseguire da solo. E questo è il segreto del nostro successo. Tiriamo fuori il meglio che hanno gli altri attorno a noi. Ci eleviamo a vicenda. Abbiamo reso possibile lasciare la nostra “tacca nell’universo,” come una volta l’ha definita Steve, in virtù di chi siamo e di ciò in cui crediamo, grazie a quello cui diamo valore e a come vediamo il mondo. Quanto siamo fortunati. Quanto sono fortunato.
Cook lascia una azienda in ordine, con conti stellari, a un nuovo amministratore delegato designato da anni, scelto di comune accordo all’interno dell’azienda, con competenze straordinarie, con esperienza di Apple, che ha avuto modo di prepararsi al suo compito e avrà comunque il supporto del CEO uscente, che continua il proprio lavoro e affiancherà la nuova guida sui dossier che meglio lo suggeriscono.
Credo sia difficile preparare una transizione meglio di così.
Fuori dal dato professionale, do credito a Cok per tutt’altro: ricollocato fuori da Apple, è un manifesto straordinario per i nostri tempi. Quello che facciamo conta, la cultura trionfa su tutto, tiriamo fuori il meglio degli altri attorno a noi, ci eleviamo a vicenda. Apple come catalizzatrice, perché tutto era già dentro le persone.
La critica su Cook inquadra un mezzo burocrate, bravissimo nell’organizzazione, privo di idee innovative, dedito solo a rastrellare profitti e disattento nel garantire il livello di qualità e di superiorità cui ci siamo abituati, che ha cambiato Apple da avamposto dell’innovazione e del mondo da cambiare una persona alla volta, a indifferente macchina succhiasoldi.
Dico che questo passaggio dal suo memo è ciò di più controcorrente, alternativo, sovversivo, controverso, incendiario e scomodo abbia potuto leggere da molto tempo. No? Proviamo a citarlo nelle aziende, nelle scuole, nelle organizzazioni, nei consigli di amministrazione e in quelli comunali, nelle riunioni di condominio, nella coppia, nelle pizzate, in gita prima o dopo la presentazione delle pentole, in campeggio, in oratorio, al centro sociale, al circolo delle bocce, in redazione, in negozio. Son poco curioso, perché so che cosa aspettarmi, ahimé.