Doppia risata oggi. La prima, sardonica, è arrivata da parte di un gruppo di hacker che hanno letto di una presunta impossibilità funzionale di fare girare Doom su Neo Geo. Seconda sfida impossibile, per chi legge questi bit: indovinare come sia andata a finire.
L’articolo di Ars Technica è denso di link per arrivare a tutto e riassume bene le scelte, appunto, funzionali che hanno consentito a Doom di appuntare un’ennesima bandierina sulla mappa della compatibilità. Quando si innesca il programmatore o il gruppo di programmatori giusto, l’impossibile diventa un concetto elusivo.
La seconda risata, omerica, giunge dalla Russia dove incredibilmente ha avuto luogo anche una cosa buona: un contest di demo dove è stata presentata una incredibile prestazione audio da parte di uno… ZX Spectrum.
Carlo Santagostino, vate come minimo del retrocomputing italiano, l’ha presentata su Facebook. Amanti dello spoiler: in fondo al post si legge tutto. Amanti delle sorprese: seguire il link per credere all’incredibile.
Sono quattro minuti e mezzo, contrariamente al solito lo spreco sarebbe non dedicarli. Serve audio possibilmente di buona qualità e la consapevolezza che quanto si sentirà è generato da un processore a otto bit degli anni ottanta. Il peso totale della demo è di dodici chilobyte e mezzo e a scriverlo si rasenta la commozione. Sarà anche che ci sono di mezzo i Kraftwerk, debolezza personale. D’altronde, neanche le scelte musicali decisive si fanno a caso.
Di computer se ne sono visti a dozzine. Pochissimi possiedono o hanno mostrato un design capace di attirare, quasi per magia, i programmatori più talentuosi e spronarli a produrre il codice più estremo, con risultati fuori dalla curva.
I computer usati per programmare il registro elettronico devono evidentemente essere diversi da questi e fanno comunque ridere. Amaramente.