La produttività in estate è notoriamente sopravvalutata. A patto di avere una buona scusa, però.
Prince Chazz è una scusa più che sufficientemente buona.
Il campo di gioco è una scacchiera disseminata di ostacoli che limitano il movimento potenziale. Chazz si muove come una regina. Sulla scacchiera si trova un altro pezzo.
A ogni mossa di Chazz, si muove anche l’altro pezzo, che muove per arrivare a mangiarlo. Per forza di cose vincerà Chazz, ma… ogni volta che mangia un pezzo, sulla scacchiera ne arrivano due.
L’obiettivo è guidare Chazz a mangiare il maggior numero di pezzi.
Sembra puerile e invece diventa interessante. La presenza degli ostacoli fissi lo rende un gioco sfidante togliendolo dal dominio della mera esercitazione matematica. Si creano situazioni in cui Chazz può appostarsi come un cecchino e fare fuori i pezzi con relativa nonchalance oppure rischiare di trovarsi a corto di mosse per sopravvivere.
La regola prima di sopravvivenza richiede di perdere una partita stupidamente prima di impararla, così la regalo. Mai muovere Chazz dove sarebbe mangiato se non ci fosse un pezzo a coprirlo. Il pezzo a copertura si muove e quello dietro pone fine alla partita.
Tutto gratis, tutto web, scacchiere infinite su cui esercitarsi e una modalità Daily per mettersi alla prova. What else?, potrebbe commentare George. Dimenticavo: la scacchiera può diventare anche dieci per dieci o dodici per dodici. Giocare su una dodici per dodici è… impegnativo.
Battute sulla produttività a parte, i criteri di valutazione positiva qui sono l’interpretazione supercreativa di una situazione classica, la semplicità iniziale contrapposta alla complessità dell’esito, la resa grafica più che adeguata, la scelta tra vincolarsi alla sfida giornaliera oppure stare sul gioco libero.
Non adatto a chi cerca imprevedibilità e sorprese a ogni angolo. Se piace il ragionamento astratto, ce n’è a sufficienza per dimenticarsi dell’agenda.