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15 giu 2026 - Software

L’intelligenza e l’ingegnerizzazione

La voglio anch’io l’intelligenza artificiale. Da decenni. Per noi umanisti che abbiamo impattato con i computer, fenomeni come Lisp su Spectrum o le prime reti neurali ( costruire un perceptron su ZX Spectrum è possibile). Poi ho letto Hofstadter e neanche sto a linkare. La sostanza è che non vedo l’ora.

Come me un sacco di altra gente, che però si è arenata sui transformer e adesso, come il pubblico di una chiesta americana che si scalda incitato dal proprio pastore evangelico, vuole credere: aspetta le proprietà emergenti, tifa perché dal mistero della rete neurale troppo grossa per essere controllata nasca magicamente chissà che cosa, che il numero di connessioni di per sé susciti la coscienza come nel racconto di Clarke geniale, sessant’anni fa.

Come la penso lìho già scritto e non conto niente. Invece, c’è chi ha pensato al codice invece che al modello e ha dissezionato il codice di Claude Code. Con queste risultanze in sintesi:

Solo l’uno virgola sei percento della base di codice di Claude Code è logica decisionale di AI. Il restante novantotto virgola quattro percento è infrastruttura deterministica: [lascio in inglese per massima chiarezza] permission gates, context management, tool routing e recovery logic. Il ciclo agentico è un semplice while-loop; la vera complessità ingegneristica si trova nel sistema attorno.

L’analisi permette a chi la pratichi di costruire agenti capaci di sfruttare al massimo le risorse di Claude.

Ora, spero che si sia tutti d’accordo sul fatto che oggi Claude Code sia la manifestazione più avanzata dell’evoluzione dei sistemi generativi. Si può discutere di Codex di Open AI o degli sviluppi di Gemini, ma siamo a decidere per un’incollatura. Claude Code, comunque la si veda, è in prima fila.

E che cosa viene fuori? Chi cerca l’intelligenza post-umana o pseudoumana o oltreumana, si trastulla con il modello. Chi ottiene risultati e progressi, lo fa con la logica. Logica programmatoria, deterministica, codice. Il modello, da solo, è un generatore statistico che privo di indicazioni e canalizzazioni va in deriva verso il caos.

Spiacente, non c’è nessuna intelligenza da cercare con il lanternino. Che poi, se è intelligenza, perché non si rivela nel suo splendore e ci folgora, invece di costringerci a scavare dentro i modelli come neurochirurghi a caccia di neuroni?

Intendiamoci: l’intelligenza artificiale arriverà e sarà piena di codice deterministico. Conterrà anche chissà quante reti neurali e chissà quanto grandi. E magari anche degli LLM. Solo che l’LLM, da solo, contiene nessuna intelligenza, oppure al massimo l’intelligenza del tipo che possiedono le calcolatrici o i Bancomat, che riconoscono codici, contano soldi, autenticano utenti eccetera. Non è questo il giorno e tocca combattere per ciò che riteniamo caro su questa bella Terra, per dare tempo a Frodo.

Per chi ha cose più serie da fare in giornata, le scoperte sulla base di codice di Claude Code sono organizzate in un paper fatto come si deve.

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