Non che si faccia sempre. È che proprio oggi, pur pagatore affezionato e puntuale, mi sono trovato a usare per un bel paio d’ore la versione gratis di BBEdit, su un altro Mac, a fare altre cose, per altri.
Mancavano i miei comandi e la mia struttura dei menu, gli snippet, gli script, le palette, la struttura dei menu, le scorciatioie custom da tastiera, tutto quello che nel tempo ho applicato a BBEdit.
Non era il mio editor. Mancavano anche alcune funzioni, in versione gratis.
Era comunque il mio editor. Mi sono sentito a casa, confidente, tranquillo. Ho ceduto alla consuetudine per cambiare font e corpo come sono abituato. Per tutto il resto, ho usato il BBEdit che chiunque può scaricare e usare liberamente anche dopo avere superato i trenta giorni senza licenza.
È un editor eccellente e lo consiglio come sempre e come mai prima. A parte emacs, che però è categoria a sé, non faccio fatica a capire perché BBEdit sia presente da così tanto tempo e continui a esistere e prosperare, senza enshittification, senza dark pattern, senza abbonamenti, senza interfacce grafiche intrusive e appiccicate sopra il programma, senza diventare abandonware e anzi sempre con rilevanza, ospite educato e corretto su tutti i sistemi operativi Mac, pronto a volte ad aggirare i bug invece di lamentarsi e languire, pronto anche per il lavoro con la non-intelligenza artificiale.
Loro scherzano e sulla pagina del prodotto dicono miliardi di funzioni. Con l’asterisco. A seguire l’asterisco, dicono stimate che ha un senso numerico ma, nella nostra lingua, anche di merito e mi piace portarmeli a casa entrambi.
Per me dovrebbero anche cominciare a scrivere pronto per qualunque Mac dal millenovecentonovantadue, che è la verità e persino sottostima il valore del programma.
Tutto questo succedeva proprio oggi che è proprio il compleanno di BBEdit. E allora oggi si fa.