Finalmente qualcosa si muove. Non ci libereremo di WordPress mai abbastanza presto, ma almeno c’è un’idea.
CloudFlare ha annunciato la nascita del successore spirituale di WordPress, chiamato EmDash.
La cosa brutta di EmDash è che, almeno a questo stadio, è un clone di WordPress.
La cosa bella è che, a differenza di WordPress, adotta un sistema per usare i plugin in sicurezza. Il novantasei percento dei problemi di sicurezza di WordPress, riferisce CloudFlare, riguarda la gestione dei plugin.
Nel progetto ci sono varie altre novità interessanti, come l’essere serverless, l’essere realizzato in TypeScript anziché in PHP eccetera eccetera. Dopotutto WordPress ha ventitrè anni di vita e la sua architettura sa un po’ di tappo.
Non è tanto questo. Scrive CloudFlare che la riscrittura da capo a piedi di WordPress ha richiesto due mesi, mica venti. Ed è stata effettuata senza usare codice di WordPress. Il che ha anche consentito di usare una licenza più aperta e liberale di quella di WordPress.
I nuovi strumenti generativi, usati bene, velocizzano mostruosamente lo sviluppo software. Il tema della riscrittura semiautomatica del software open source è complesso e apre scenari ben più ampi di questo, anche potenzialmente nefasti.
Tuttavia è ancora da vedere quello che succederà in generale. Nello specifico, se con gli assistenti generativi si può rifare WordPress da zero in due mesi, quanto potrebbe impiegare WordPress – che ha a disposizione gli stessi strumenti – per mettere in sicurezza l’uso dei plugin? Un mese? Due mesi?
Perché non lo fa?
Qualunque sia la risposta, è inaccettabile e spiega bene il livello di attenzione della piattaforma verso la propria base installata.
Spero che il progetto di CloudFlare abbiamo successo e raccolga seguito, così da ridurre le percentuali bulgare di utilizzo di WordPress a livelli più accettabili e salvare tanti siti con gestori improvvidi da minacce che si potrebbero evitare, se lo si volesse.
Rimango dell’idea che un sistema di amministrazione dei contenuti davvero rivolto ai contenuti andrebbe scritto in modo del tutto diverso. Contemporaneamente, piuttosto che WordPress, è meglio EmDash.
Perfino il nome è meglio.
Chi può, appena è plausibile, traslochi, per farsi del bene, farlo alla comunità, contribuire a estirpare la malaerba.