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28 mar 2026 - Hardware

Una macchina proistorica

I cinquant’anni di Apple cui dedichiamo una settimana sono composti da segmenti più o meno lunghi, più o meno determinanti, più o meno unici. Il segmento MacPro è stato piuttosto unico eppure relativamente poco determinante; bene ha fatto Joe Rossignol a scrivere su MacRumors una storia di Mac Pro sintetica ma sentita.

Mac Pro esistette per venire incontro ai reclami dei cosiddetti professionisti, che lo erano; tuttavia erano anche un sottoinsieme di chi usa Mac per lavoro. A loro servivano costantemente la massima potenza di elaborazione e capacità di memorizzazione: fotografi, videomaker, modellatori 3D, scienziati, illustratori, musicisti.

Mac Pro nacque con i processori Intel su Mac (e fu l’ultimo ad adottarli) come successore di Power Mac G5.

Apple lo aggiornò qualche volta bene e qualche volta meno bene, come quando adottò un bellissimo design subito denominato trashcan il quale, aspetto a parte, si rivelò insufficiente a soddisfare le brame di espansione ma anche di elaborazione; il design mal si prestava a una dissipazione del calore efficiente a sufficienza.

Si ritornò a un più classico design tower, solo che Apple era entrata nel peggior quinquiennio nella storia recente del proprio hardware.

Tra il 2015 e il 2020, si succedettero Mac dalla progettazione anche buona, ma certo non ottimale.

Con il senno di poi, è chiarissimo il perché: in quegli anni Apple (ma solo lei) sapeva che nel futuro ci sarebbe stato Apple Silicon. Le risorse di progettazione migliori erano impegnate su altro.

Mac Pro soffriva già di suo di aggiornamenti molto diradati nel tempo e uscire con una ultima versione Intel nel 2019 non lo aiutò. Apple Silicon, come piattaforma, surclassava le sue prestazioni in termini di rapporto tra potenza di calcolo ed energia. Quel che è peggio, la nuova architettura System-on-Chip cozzava contro il mantra dell’espandibilità totale, con la Ram direttamente connessa a disco, Cpu e Gpu.

Un ultimo Mac Pro, equipaggiato con M2 Ultra, fu il canto del cigno. I risparmi di spazio dovuti alla nuova ingegnerizzazione rendevano inutile un case caratteristico di grandi dimensioni e, tirata questa conclusione, che cosa vietava di passare a Mac Studio, praticamente equivalente nelle prestazioni e soprattutto progettato da subito per Apple Silicon invece di arrivare come presenza scomoda del passato?

Oggi i professionisti che vogliono prestazioni estreme comprano Mac Studio supercarrozzati e sembra si trovino bene. Mac Pro è passato alla storia, nel senso che nessuno pensa più a un suo rilancio. Come testimone di un’epoca, peraltro, rimane una macchina speciale.

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