Oggi è successa una cosa importante: per la prima volta, un corriere mi ha segnalato l’arrivo di un pacco con una indicazione del tempo di consegna approssimata – ma vorrei dire precisa – al quarto d’ora. Indicazione che è stata pure rispettata.
Si tratta di un progresso tanto banale quanto sostanziale. Con le figlie che vanno recuperate a scuola, gli appuntamenti esterni, le commissioni, le visite mediche, gli imprevisti, la famiglia allargata e quant’altro, non è mai scontato che qualcuno sia in casa a ricevere il corriere. Non è veramente un problema per noi in quanto il contesto è tale che le consegne avvengono in sicurezza anche in assenza del destinatario. In altri contesti può essere invece un problema.
Dimostrazione plastica delle sciocchezze che si scrivono sul sovraccarico informativo. Il problema dell’informazione sta nella distribuzione e nel filtraggio, mai nella sua abbondanza. Non c’è mai troppa informazione, semmai strumenti inadeguati per regolarla.
Tra il corriere che annuncia un giorno (e già è qualcosa) e uno che annuncia un quarto d’ora, non c’è partita. Anzi, potessi conoscere la sua posizione minuto per minuto, capirei anche se posso finire un lavoro o prendere un caffè prima del suo arrivo.
Il sovraccarico informativo è un giogo dolce e leggero per chi dall’informazione ricava significato e sostanza.