Weekend leggero: ieri era il Pi Day, tre e quattordici per gli americani che mettono il mese prima del giorno, e non vogliamo tenerci un po’ di decimali di pi greco in casa, nel caso che domani Internet si spenga, Apple fallisca e non esista più l’energia elettrica?
Per l’occasione, StorageReview ha stabilito il nuovo record, con trecentoquttordici (non a caso) trilioni, migliaia di miliardi, di decimali, ottenuti nel giro di alcuni mesi con una macchina Dell – nessuno è perfetto – collegata a un po’ di memoria di massa.
La serie occupa infatti centotrenta terabyte e la massa di dati sviluppata nel corso del calcolo ha oltrepassato i due petabyte.
Fortunatamente, una collaborazione con Backblaze viene incontro a noi comuni mortali e offre su richiesta i decimali desiderati in comodi blocchi da duecento gigabyte cadauno.
Per i più prudenti e accorti, sappiamo bene quanto siano effimeri i contenitori di dati digitali, la stampa è a portata di mano: in corpo sei, con cinque o sei miliardi di pagine creiamo un archivio per la posterità.
Gli usi dei decimali di pi greco sono innumerevoli. Calcolare distanze e misure con precisione arbitraria, associare le lettere dell’alfabeto ai numeri e divertirsi a trovare Guerra e pace dentro la sequenza, utilizzare quest’ultima come fornitura comoda e infinita di numeri casuali. Nessun nucleo familiare può dire a cuor leggero di poterne fare a meno.
Mai provato a fissare la scadenza di un lavoro in pi greco giorni e guardare la faccia dell’interlocutore? Tre giorni, tre ore, ventitré minuti, cinquantatré secondi e sessantuno centesimi.
Possiamo anche provare a formulare le nostre predizioni meglio del mitico dottor Matrix creato da Martin Gardner. Il quale mezzo secolo fa scrisse a Gardner stesso che un giorno l’umanità sarebbe arrivata a calcolare un milione di decimali di pi e la milionesima cifra (non il milionesimo decimale, si conta anche il tre) sarebbe stata cinque.
I suoi calcoli si basano sul terzo libro della Bibbia di Re Giacomo, capitolo quttordici, versetto sedici (menziona il numero sette e la settima parola è di cinque lettere), lettura combinata con qualche calcolo oscuro che impiega la costante di Eulero e il numero trascendente e.
Da oggi, qualunque scettico può verificare. Che tempi; una volta nessuno avrebbe mai osato dubitare di Gardner.