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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

5 mar 2026 - Software

L’età dell’innocenza perduta

Nel mezzo di una contorta operazione di transcript automatizzato di un file audio problematico, ho rotto gli indugi e ho deciso che, amico o nemico, va guardato in faccia.

Ho allineato la lingua di Siri a quella dell’interfaccia di Mac (inglese, ovvio) e ho acceso Apple Intelligence.

Oltre all’innocenza ho perso a occhio anche qualche gigabyte di spazio su disco, ampiamente previsto. L’intenzione programmatica resta sempre farne a meno ove non ci sia un’evidente convenienza ad approfittarne.

È anche indubbio che di occasioni per approfittarne ce ne siano, dal momento che lo strumento ha i suoi difetti così come i suoi pregi.

Voglio dire, Claude ha dato una mano persino a Donald Knuth. Nel mio piccolissimo, conscio che meno ne sai e meno ti aiuta, qualche occasione di risparmiare tempo e fatica con l’assistente generativo l’ho già avuta. Si tratta di conservare la consapevolezza.

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