Breve storia triste del weekend: c’era bisogno di produrre una tassellazione a periodica di Penrose. Quale miglior occasione per debuttare nel mondo del vibe coding?
Così ho chiesto a Claude Opus 4.6, lo stato dell’arte o quasi, il codice per produrre tassellazioni di Penrose.
Non ho specificato linguaggio o piattaforma, solo chiesto codice in forma generica.
Forse mezzo minuto dopo, o un minuto, il generatore ha presentato il codice di una webapp, pronta da aprire con il browser. La,scelta più ecumenica che si potesse fare, in assenza di vincoli precisi.
La app è completa di cursori per regolare tre parametri diversi della tassellazione. Funziona davvero, è istantanea, niente da dire.
Senonché, non produce tassellazioni di Penrose.
Qui inciampa un po’ l’asino che sono io, ignorante sul contenuto algoritmico della materia. Se il sistema mi avesse dato un perfetto algoritmo per tassellare dentro un guscio bacato, avrei potuto fare davvero vibe coding e chiedere migliorie. Oppure avrei potuto tentare di sudare per sistemare a mano quelli che non funzionasse.
Invece così è tutto meraviglioso, eccettuato che non corrisponde alla richiesta. Rifaccio la richiesta? Serve a riavere una risposta simile nella forma e ugualmente vuota nella sostanza. Spiego come fare al sistema? Ma se lo sapessi, non avrei neanche chiesto, immagino.
Ma forse è un generatore di codice. Se sai che codice creare, lui risparmia la fatica della digitazione. Chiaro. Mica è un’intelligenza artificiale, che può sostituirti…
Così si è conclusa la mia breve avventura. Con la mancanza di un singolo tassello. Decisivo.