Sembra che uno sia contro quella che chiamano intelligenza artificiale, quando invece – considerata per lo strumento di supporto che è – consente un mare di cose utili.
È paragonarla con l’intelligenza umana, che proprio non va giù. Non per orgoglio di specie o luddismo malcelato, ma proprio perché nemmeno si può cominciare a parlarne e chi lo fa vuole trollare oppure non ne sa.
Suggerisco una cura fantastica contro i dubbi: Come il cervello crea la nostra coscienza, di Anil Seth, edito da Raffaello Cortina.
Libro recentissimo, di frontiera, splendidamente tradotto, chiarissimo anche se richiede attenzione, una perfetta panoramica di che cosa significhi oggi per gli scienziati parlare di coscienza. Prezzo pienamente accessibile, una risorsa eccellente.
Il libro tratta dell’umano e non contempla minimamente l’AI. Una volta portatolo a termine, si capisce che qualsiasi confronto da bar tra cervello umano e macchina statistica si può terminare ancora prima di iniziarlo.