Affascinante Horace Dediu che dedica la propria analisi ai risultati finanziari di Apple e in particolare ai due miliardi e mezzo di apparecchi attivi.
Secondo i dati in suo possesso, da quattordici anni si può stabilire con ragionevole approssimazione il fatturato di Apple se si ragiona su una base di cinquanta centesimi di dollaro al giorno per apparecchio attivo (per attivo si intende che abbia contattato i server Apple come minimo una volta nei tre mesi sotto esame).
È evidente che, se da una parte Apple vuole vendere sempre più apparecchi, dall’altra parte vuole anche che siano usati da sempre più persone e soprattutto che non esista obsolescenza programmata: se l’unico motivo per vendere un nuovo iPhone consiste nel fare buttare via quello vecchio, i conti tornano ma certamente non con l’abbondanza di questi anni.
Il vero profitto non arriva dalla vendita, bensì dall’utilizzo di app, media, servizi eccetera. Per questo sostenere la teoria dell’obsolescenza programmata è un’assurdità. Apple vuole il maggior numero di apparecchi attivi nell’unità di tempo e la vendita è solo una delle leve.