Quickloox

Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

27 gen 2026 - Software

Le estrazioni del loto

È notevole che sia finito sul New Yorker un pezzo intitolato TextEdit e il sollievo del software semplice. TextEdit è normalmente una conversazione per pochi e per illuminati. Il software più misconosciuto del corredo di macOS e quello più sottovalutato.

L’autore dell’articolo lo usa sostanzialmente in luogo di quello che la maggior parte fa con le Note, qualcuno con BBEdit, qualcuno con emacs in Org mode, qualcuno con Evernote, qualche vecchio nostalgico con i Promemoria, una delle migliori trovate di Mac OS Classic.

Non è il caso di intavolare una discussione sull’efficienza del metodo TextEdit per annotare la propria vita, perché le opinioni sono tante quanti i metodi che vengono utilizzati e, se portano al nirvana informatico personale, sono per forza da accettare senza giudizi. Invece, la frase di chiusura del pezzo:

Il miglior modo di riprenderci la nostra esperienza digitale, tuttavia, potrebbe essere fermarsi su TextEdit, programma incapace di fare qualsiasi cosa eccetto eseguire i nostri comandi.

È un momento in cui viene venduta per miracolosa la possibilità di software che faccia da solo. Sarebbe fantastico, se ci si potesse fidare di una architettura progettata intrinsecamente per commettere errori. È giusto che si vada avanti, ricordando però che probabilmente il novanta percento dei nostri bisogni lo assolve qualcosa che si offre una esperienza semplice e fa cose magari ristrette nell’ambito, ma precise.

Se serve a pubblicizzare una via all’oblio soddisfatto della mente dopo avere risolto tutti o quasi i nostri problemi di organizzazione e promemoria, va bene anche il fiore di loto che è TextEdit.

Commenta