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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

13 gen 2026 - Software

Finanza creativa

Non ripeterò abbastanza che il software in abbonamento per me è una aberrazione e che non potrei sentirmi più lontano dal prossimo Apple Creator Studio in vendita a breve per tredici dollari al mese o centotrenta dollari l’anno.

Se io fossi un manager interno, viste le politiche di Apple sui servizi, l’idea verrebbe anche a me: creiamo una fonte di incassi regolare grazie alle nostre app creative.

Se io fossi un manager interno e intelligente, mi verrebbe un dubbio: una persona interessata a Logic Pro sarà per forza interessata a Final Cut Pro? E a Pixelmator Pro? Non è che preferirà comprarsi Logic Pro su base individuale (si potrà fare) e lasciare perdere il resto? Chi fa il professionista dell’audio vuole per definizione un programma da professionisti del video?

Certo, nelle famiglie di creativi potrebbe fare spendere tredici dollari al mese per utilizzare le app da parte di tutti i membri della famiglia, fino a sei persone. Dopo due adulti e magari anche un paio di figli alle superiori o all’università, però, la famiglia media è terminata (siamo già sopra la media). Tutti creativi, tutti multimediali? Teniamo presente che Pages, Keynote, Numbers e Freeform rimangono gratuiti per tutti e sono presenti nel servizio, ma non aggiungono particolare valore.

A casa mia, dove due persone lavorano con profitto su Pixelmator Pro, verrà la tentazione di fare un acquisto singolo da cinquanta dollari o quella di cambiare strategia, per esempio passare ad Affinity?

Di mio, vedrei un plus nella possibilità di provare le funzioni beta. Le ormai ubique funzioni di intelligenza qualchecosa sono un richimo piatto e vuoto. Se sono creativo vero, i disegni me li faccio; se sono farlocco, li faccio fare all’intelligenza artificiosa e mi do le arie. Il mio profilo però si accorda male con quello di un pagatore di tredici euro al mese giusto per avere le tecnologie audio Apple, che sono avanzatissime; ma io voglio i disegni, mica mixare orchestre sinfoniche.

Vedo chiarissima la volontà di fare cassa, del tutto legittima, con le app creative così come per tutto il resto. Fatico a vedere un target numeroso. Certo, l’uno percento dell’utenza vale più di un miliardo l’anno e non si butta via niente; ma il maiale è davvero così grasso?

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