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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

27 ago 2025 - Software

Complementi di arredo

Le piattaforme di computing sono basate di solito su un nucleo di basso livello, a partire dai cui comandi nasce software di alto livello a disposizione generale degli utilizzatori. I sistemi UNIX sono esempi classici: da comandi testuali per persone almeno minimaente esperte si arriva a interfacce grafiche e app potenzialmente fruibili anche solo con un mouse.

Apple è probabilmente l’unico caso in cui avviene anche il percorso inverso e l’elenco dei comandi di basso livello si arricchisce a partire dalle funzioni di utilità pubblica.

Per esempio, il Cestino. Nasce grazie all’interfaccia grafica, ma ora scopro che macOS contiene un comando da Terminale trash. Introdotto in macOS 15.

Bisogna ancora lavorarci un pochino. Il Finder a volte visualizza in modo errato l’esito dell’operazione e bisogna rilanciarlo per avere la situazione. Se ho capito bene, inoltre, i file cestinati con trash non possono essere rimessi a posto* con l’omonima funzione del Finder.

Per questo Ali Rantakari ha affrontato il problema in modo meno ortodosso ma forse con maggiore efficacia. Pure la sua utility si chiama trash, però – seppure chiamata da Terminale – chiede al Finder di riporre file e cartelle nel Cestino. In questo modo funzionano correttamente tutte le situazioni conseguenza di una cestinata.

Soprattutto gli sviluppatori hanno spesso bisogno di liberarsi rapidamente di cartelle sepolte nel sistema e i comandi UNIX classici sono non comodissimi. trash è una comodità in più che butta via i dati indesiderati, ma non il tempo.

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