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20 ago 2025 - Internet

Palle veloci

Mentre scrivo, ignoro a quale squadra rivolgere congratulazioni e complimenti per la vittoria del campionato italiano di softball. Manca gara cinque della finale, che non riuscirò a vedere, almeno in diretta, probabilmente neanche in differita.

Ho assistito invece a qualche inning di gara tre e gara quattro, per restare scioccato dal dilettantismo e dall’approssimazione dimostrate dalla Rai.

Prima di tutto, la telecronaca. Uno dei commentatori non riusciva a smettere di definire facile preda la palla recuperata senza difficoltà dalla difesa. C’è del merito, ma non per ripeterlo dieci volte in un’ora. Un telecronista è al suo posto per raccontare la partita anche in modo gradevole, senza frasi fatte e con un linguaggio articolato.

Molto più grave l’idea di spiegare il gioco (che serve) a partire da una conoscenza pericolosamente approssimata. Definire lo strike un errore del battitore ci sta, perché è la negazione del suo scopo di mandare la palla lontano per poter correre verso le basi. Ripeterlo nel caso del ball e del lanciatore è uno strafalcione tecnico. Il lanciatore può certo sbagliare un lancio; a volte, però, la palla viene indirizzata fuori dal rettangolo di battuta per ragioni tattiche e lo si vede benissimo, per esempio, quando il catcher si sposta di lato per ricevere un lancio volontariamente fuori direzione. (Il catcher manda dritte al lanciatore attraverso gesti che il battitore non vede). Non parliamo del fatto che il lanciatore tira molte palle sui limiti del rettangolo, per complicare la lettura del battitore, e spesso, che il risultato sia un ball, dipende dall’interpretazione dell’arbitro. Errore un cavolo.

Si può tuttavia scendere più in basso e parlare delle sovrimpressioni, che sono interfaccia e ci riguardano da vicino.

Durante una partita di calcio in televisione, sono sempre presenti sullo schermo tempo di gara, sigle delle squadre, colore delle maglie, punteggio.

Se è baseball o softball, abbiamo inning, squadra alla battuta, sigle delle squadre, punteggio, stato delle basi, numero di eliminati, conto di ball e strike, lanci complessivi del pitcher e giocatore in battuta. Non è accanimento terapeutico; il baseball è un gioco complesso e queste sono le informazioni necessarie a un telespettatore collegatosi a metà gara per capire com’è la situazione.

Non so chi fornisse le sovrimpressioni durante le finali del softball, se la Rai o la federazione; so che si tratta di dashboard, resoconti aggiornati. E so chi aggiornava: una persona molto distratta, poco competente, o ambedue.

L’arbitro chiamava strike e sullo schermo appariva un ball o viceversa; il conteggio restava fermo per aggiornarsi dopo due o tre lanci; cambiavano lanciatore e il numero dei lanci effettuati restava congelato per minuti; lo stato delle basi appariva corretto dopo due o tre tentativi o due o tre minuti, a scelta.

Il softball è certo sport minore, il canale è Raisport, la data è agosto profondo, certo: nondimeno, una finale nazionale su un canale nazionale e per giunta istituzionale necessitano di una copertura professionale.

Le risorse hanno smesso di essere una scusa. La società dove ho giocato a basket tanti anni diffondeva via Facebook le dirette delle sue partite di serie D. In tre minuti ho trovato una soluzione per OBS apposta per il baseball, gratuita a livello base. L’allestimento ha un costo del tutto marginale e l’unica cosa impegnativa è la competenza, tecnica e dialettica.

La rete televisiva nazionale e la federazione nazionale hanno il dovere di essere all’altezza. Altrimenti il risultato fa girare le palle molto in fretta, a rivaleggiare con le screwball in partenza dal monte di lancio.

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