Quickloox

Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

3 apr 2025 - Internet Hardware

Andiamo per gradi

Visto che ogni tanto fa bene ripartire dai fondamentali, potremmo considerare una lectio magistralis di Birchtree su che cosa significa video retina. Pare infatti – ne viene citato uno – che girino video e articoli che fanno riferimento a un ammontare preciso di punti per pollice (ppi, points per inch).

Non è proprio così. Intanto parliamo di un concetto genialmente tirato fuori dal marketing di Apple e non da un progettista hardware, l’idea di avere abbastanza pixel perché l’occhio non riesca a percepirli singolarmente bensì come un tutto unico.

Conta la capacità visiva di chi guarda ma facciamo finta che non sia vero; consideriamo, per coerenza, un ipotetico osservatore dotato di vista perfetta, anche se virtualmente nessuno di noi ci arriva, o quasi.

Fissato il visus, contano ovviamente i ppi e anche la distanza di osservazione: più si guarda da lontano e meno ppi sono sufficienti per l’effetto retina. Tant’è vero che un iPhone è considerato retina all’incirca sopra i trecento Ppi e invece Vision Pro, che ha tremilatrecentottantasei Ppi, non è retina…

Quando Steve Jobs ha annunciato il primo schermo retina della storia, quello di iPhone 4, dichiarò che per essere retina servivano circa trecento ppi guardati da venticinque-trenta centimetri. Sono arrivati innumerevoli altri apparecchi, da piccoli telefoni a grandi schermi, e questa specifica non basta più. Come si fa allora a tenere in conto la variazione del rapporto tra pixel e distanza?

Il trucco, cioè, il modo corretto di impostare il problema è di pensare in termini di ppd, pixel per gradi (pixel per degree). In questo caso il grado non è quello della temperatura ma quello della geometria. Se facciamo un giro su noi stessi guardiamo un arco di trecentosessanta gradi; un trecentosessantesimo di giro corrisponde a un grado. (L’essere umano ha un campo visivo centrale tra cinquanta e sessanta gradi, e centocinquanta-centottanta gradi se contiamo la visione periferica). Possiamo anche parlare di densità angolare dei pixel, se preferiamo.

Ragionare su questo dato porta a parlare di retina per valori tra i cinquantadue e i sessantatré pixel per grado.

Così non serve andarsi a guardare Birchler? No, dai. L’articolo originale comprende il link a un calcolatore di indice di retinità in termini di pixel per grado e anche una dissertazione interessante se pensiamo a come debba comportarsi una interfaccia utente in questa situazione dove le tipologie di utilizzo degli schermi sono enormemente diverse.

In tutti i casi, il nostro grado di conoscenza della materia aumenterà.

Commenta