Ieri la supposta intelligenza artificiale mi ha dato una bella mano (anzi, un bel Mame) senza che io lo avessi chiesto. Ciò non toglie che ci sia una sopravvalutazione notevole dello strumento, in tutti i campi.
L’idea di pubblicare ChatGPT 4o con funzioni di disegno particolarmente avanzate ha dato un bel colpo di immagine e marketing a OpenAI. Se prima il massimo dell’ego era fotografarsi, ora è diventato trasformare la propria fotografia in disegno stile Studio Ghibli. OpenAI ha dovuto mettere un limite temporaneo alle richieste di disegno perché, come da iperbole del capo Sam Altman, le loro GPU stavano fondendo.
Chissà quanto è vero e quanto no; sempre Altman si è appena vantato di avere aggiunto un milione di nuovi utenti nel giro di un’ora, sempre grazie alle funzioni di disegno e alla capacità di imitare il tratto del maestro Miyazaki.
Potrebbe andare ancora peggio, però. Una startup cinese sarebbe stata chiusa d’autorità dal governo quando, a dire delle classiche fonti poco attendibili, era sul punto di lanciare gli occhiali a raggi X potenziati, appunto, da funzioni di disegno superiori, clonate dagli intraprendenti imprenditori sopra un clone di DeepSeek.
Eravamo stati abituati a considerarli una reliquia trash dei fumetti degli anni settanta-ottanta e invece potrebbero diventare reali: la rete neurale cui sono collegati (chiamarla intelligenza scoccia, mi spiace) analizza in tempo record il soggetto inquadrato e azzarda una sua rappresentazione in costume adamitico (senza badare troppo, ovvio, alle questioni di privacy).
Si capisce perché le autorità cinesi non vogliano rinunciare al monopolio sulla sorveglianza dei loro cittadini, compresa quella sotto il vestito. D’altro canto la storia della tecnologia digitale insegna che niente può veramente essere fermato: il codice che è stato censurato da una parte riemergerà carsicamente da qualche altra.
Presto gli occhiali a raggi X, è presto per dire dove come e quando, saranno realtà. A questo punto, si potrebbe chiedere all’intelligenza artificiale di ripubblicare Intrepido e Monello, magari ridisegnati in stile Studio Ghibli. Con tanto di pubblicità degli occhiali in ultima pagina.