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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

25 nov 2019

Una buona scusa

Per una volta, Wired (UK) ha scritto una recensione degna di lettura, di MacBook Pro 16”. Le cose come stanno secondo loro, nel bene e nel male, senza giri di parole e limitando il pregiudizio negativo che tradizionalmente coltivano verso Apple.

Certo, il titolo è Una scusa per i fallimenti passati, ma in sostanza si ritirano in ballo le tastiere ovunque possibile e poco più.

Interessante il confronto con Windows. Di solito qualcuno scrolla le spalle e racconta di potere avere la stessa dotazione a prezzo molto inferiore. Wired critica la scelta della scheda grafica e sconsiglia l’acquisto ai gamer, perché con la stessa cifra si può avere un Pc con scheda più potente.

Al tempo stesso, si parla con dovizia del sottosistema audio come del migliore che sia mai stato inserito in un portatile, in un’altra categoria anche rispetto ai modelli passati di MacBook Pro, che comunque erano i migliori (lo scrive Wired, non io).

Il trackpad è gigantesco, con tecnologia di clic migliore di qualunque altra.

Ci sono lodi per la batteria, effettivamente vicina nell’uso reale alle undici ore dichiarate da Apple. Sempre secondo Wired, l’ultimo Pc con lo stesso processore che hanno testato tira al più tre ore e mezzo. Non è male.

Si fa ironia sul fatto che l’oggetto non abbia avuto una presentazione sul palco come i suoi concorrenti, così che Tim Cook non ha dovuto scusarsi pubblicamente per i MacBook Pro passati come avrebbe dovuto. Sarebbe stata comunque una buona scusa; MacBook Pro 16” è uno dei migliori computer grandi-ma-portatili.

Come difetti, il prezzo e il probabile desiderio di alcuni di avere tasti con più corsa. Sì, davvero, una cosa che c’è sempre stata e una che magari c’è, magari no. Nient’altro.

Neanche una parola sulla velocità. MacDailyNews scrive:

Questo, forse, avrebbe dato fastidio ai lettori tipici di Wired più delle chiacchiere sulle tastiere.

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