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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

6 feb 2011

Tecnologia e nachos

Tempo di Super Bowl: su Google Earth si può digitare Cowboys Stadium e si arriva a un notevole modello 3D dello stadio. C’è un video su YouTube che mostra il risultato.

Chiunque di noi può aggiungere un pezzo di 3D al mondo di Google Earth, con il facile Google SketchUp e l’ancora più facile Google Building Maker.

Chi assisterà alla partita sul posto si troverà letteralmente seduto sopra una infrastruttura composta tra l’altro di 884 basi wireless, 70 armadi con oltre 40 mila porte cablate, due chilometri e mezzo di cavi Ethernet, 400 chilometri di fibra, cento terabyte di spazio disco.

Ho provato per curiosità a cercare una trasmissione via Internet della partita. Decine di siti che promettono tutto e mantengono niente, buoni solo a mostrare banner e proporre software di dubbia fiducia, che linkano qualunque cosa pur di salire a galla nella ricerca di Google. Sempre più odio questi siti, odio chi li fa e sollecito il pianeta a darsi una autoregolazione per la quale si mettono pagine su Internet che abbiano almeno un altro scopo oltre al denaro.

Da non dimenticare che la storia dell’informatica è cambiata per sempre proprio durante un Super Bowl di qualche tempo fa, per via di un certo spot pubblicitario di Apple proclamato da più parte il migliore mai girato.

Ho comprato i nachos e la salsa piccante. È tutto pronto.

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