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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

20 giu 2010

I testi nelle nuvole

È l’ora di MobileMe.

I Mac sono consolidati, potenti, convenienti, versatili, efficienti (il nuovo Mac mini vale tutto l’aumento di prezzo in diminuzione di ingombro, scomparsa dell’alimentatore esterno senza surriscadalmenti della macchina, i minori consumi della categoria e adesso c’è perfino la porta Hdmi in più, in dimensioni ridotte).

iPhone da tempo ha smesso di essere un carneade. Nokia ha preannunciato un trimestre insoddisfacente a causa della forte competitività del mercato. Il gigante dei cellulari in difficoltà per via di un singolo prodotto, partito da zero anni fa; che cos’è, fantascienza? Ovviamente i guai per Nokia giungono anche dai fronti BlackBerry e Android, ma questo giro di valzer lo ha iniziato proprio iPhone. Qualcuno ricorda il mondo cellulare com’era prima?

iPad lo lascio a Paolo Attivissimo. Chi se lo ricorda il 29 gennaio? A che cosa serve iPad? Forse a gente che odia il computer e che ha soldi da spendere. Boh. Due milioni di unità vendute in meno di due mesi, la tavoletta più venduta in un mese di tutte quelle mai esistite da quando esistono i microprocessori, messe insieme. Invece di ammettere onestamente che a tutti capita di scrivere una scemenza, Paolo sta continuando a scendere la china di giudizi che difettano di comprensione dell’apparecchio. Problemi suoi.

Basta divagare, arrivo al punto. Lo schieramento hardware di Apple è forte e valido come veramente è mai accaduto. A questo punto manca una presenza altrettanto forte e valida su web. Google docet.

Su questo la proposta di Apple è molto migliorabile. MobileMe è un buonissimo servizio, che però ora deve valorizzare appieno le peculiarità diverse di Mac, iPhone e iPad nel momento in cui si collegano alla rete. Sono uno dei fortunati con tutti e tre gli apparecchi, ma non sono certo l’unico e si capisce al volo come sincronizzazione, web application e spazi condivisi darebbero una marcia in più a tutta l’offerta.

iWork dovrebbe dialogare con MobileMe, uscire dallo stadio di beta, diventare il centro di scambio dei documenti prodotti così come MobileMe è quello delle informazioni.

Si vede qualche indizio. MobileMe ha una nuova versione della posta e sta accumulando nuove funzioni; iWork viene citato esplicitamente in vari documenti relativi a iPad (è uno dei modi di risolvere il problematico passaggio di documenti tra iPad e Mac), mentre finora era ignorato.

Se Apple riesce anche in questo, tanto di cappello. E la nostra vita, reparto digitale, vedrebbe un ulteriore salto quantico di qualità. Incrocio le dita, sul trackpad, augurandomi grandi annunci riguardanti il cloud computing.

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