Quickloox

Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

21 ott 2009

La funzione e l'etichetta

Avevo già accennato all’artista inglese David Hockney, che da qualche tempo realizza (e spedisce ad amici via posta) quadri con iPhone e l’applicazione Brushes.

Domenica scorsa il ragazzo (settantaduenne) è finito sul Sole 24 Ore, che gli ha dedicato quasi una pagina tradotta dalla New York Review of Books.

Affascinante il resoconto della sua fascinazione per l’alba:

Dopotutto, quale altra luce più chiara e luminosa ci possiamo permettere? Specialmente qui [Bridlington, Regno Unito] dove la luce arriva sorgendo dal mare, proprio il contrario dei miei rifugi californiani. Ma ai vecchi tempi era impossibile dipingerla, perché, naturalmente, è troppo scuro per vedere il dipinto; e se si accende una luce per vederlo, si perde il raccogliersi delle sottili tonalità del Sole che arriva. Con un iPhone, invece, non devo neanche alzarmi dal letto; lo prendo in mano, lo accendo e inizio a mescolare e ad accostare i colori, che si stratificano con l’evolvere della situazione.

Il settantaduenne ha ben chiaro che la funzione di un apparecchio non corrisponde a un’etichetta, o a un elenco di componenti:

La gente del villaggio arriva e mi punzecchia: abbiamo sentito che ha cominciato a disegnare sul cellulare. E rispondo beh, non proprio, è solo che a volte telefono con il mio blocco da disegno.

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