Quickloox

Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

26 ott 2005

Quelli che guardano le figure

Qual è la linea di confine tra quelli che leggono e quelli che guardano?

Scrivo queste note dalla sede Apple di Cologno Monzese, a due passi da Milano e un piano sotto la Disney.

Ho letto di critiche ai nuovi PowerBook con risoluzione ulteriormente potenziata (il 17”, per esempio, è passato da 1.440 x 960 a 1.680 x 1.050, 36 percento in più di pixel, 46 percento in più di luminosità, 22 percento in più di batteria, prezzo ridotto). Con un sistema operativo ancora legato in parte a misure assolute, come è Mac OS X, certe finestre di dialogo appaiono più piccole, con elementi più piccoli, perché le loro dimensioni sono fisse, in pixel, e i pixel sono più densi, un maggior numero a parità di superficie.

Anche il testo diventa più piccino. Leggere qualcosa in corpo 12 inizia a richiedere una buona vista, oppure… un corpo maggiore.

Poi però vedi, sullo stesso schermo, una demo di Aperture, il nuovo software di catalogazione fotografica studiato da Apple per i professionisti, e ti accorgi che di pixel non ce ne sono veramente mai abbastanza.

Qual è la linea di compromesso che consente a tutti di non lamentarsi, chi il testo, chi le immagini?

Ognuno avrò la sua, suppongo. Nel dubbio, dammi retta. Più pixel è meglio. Poi si vedrà. E nel tempo Mac OS X si farà più furbo anche su queste cose.

Lucio Bragagnolo

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