Qualcuno pensa sul serio che sul proprio computer uno installi ciò che vuole. Sono
i minion sul blog di Paolo Attivissimo, innumerevoli minus habentes da Facebook e oltre, faciloni su forum di livello infimo, squilibrati – loro sì – in libertà.
Poi succede che su App Store (per lo più cinese) finiscano
app infette da malware. Per la ragione che vari sviluppatori hanno disattivato scientemente
Gatekeeper, scaricato volontariamente una copia di Xcode da una fonte non ufficiale, compilato app senza verificare il risultato. La copia di Xcode non genuina era stata truccata e le app generate erano bacate alla fonte.
L’aggiornamento a WatchOS 2 è apparentemente semplice a spiegarsi. La mia esperienza è stata tuttavia più complessa.
Quando scrivo o parlo di computer da tasca la reazione migliore che ottengo è essere guardato strano. Ma non lo sai? Hanno un nome, sono smàrfon.
Nick Hayek Jr., attuale comandante in capo di Swatch,
ha definito watch un giocattolo interessante nel parlare dei prossimi orologi intelligenti dell’azienda svizzera, che avranno una batteria che dura nove mesi e certamente non avranno funzioni riguardanti la salute di chi li indossa:
Sono tutti molto veloci a dismettere iPad mini: bello, pratico in borsetta, ideale per chi non ha da scriverci sopra, poi però è un iPad 2 o poco più, insomma, una macchina messa lì per coprire un segmento di mercato, però senza troppe pretese.
Quasi contemporaneamente sono arrivate le notifiche di aggiornamento a iOS 9 per iPhone e iPad e a WatchOS 2 per watch.
Le primissime cose che posso dire. Su iPhone 5 da sedici gigabyte, l’installazione ha liberato più di un gigabyte di spazio rispetto a iOS 8. Nell’economia di un sedici gigagbyte, nel 2015, vale oro.
A pelle c’è un leggero guadagno di velocità, che potrebbe benissimo essere illusorio. Direi che non cambia niente.
A volte i giapponesi si esprimono in modo che per la nostra cultura sembra un po’ ridicolo e infantile ed è un peccato, rispetto a questo
filmato di Shigeru Miyamoto che illustra il mondo 1-1 di Mario, forse uno dei primi livelli più famosi nella storia dei videogiochi, di cui Miyamoto è stato il progettista per Nintendo.
Fa tenerezza la naïveté, il candore che ha portato il marketing Microsoft a pagare quattrocento milioni di dollari la
National Football League americana per promuovere
Surface. Microsoft ha fornito tavolette alle squadre, in cambio di inquadrature televisive ravvicinate in occasione dei timeout. Quello che si chiama product placement al cinema, pubblicità occulta.
L’antefatto è che una serie di lavori, compreso il libro su
El Capitan appena terminato e consegnato all’editore, passa da un contenitore su
BitBucket sul quale si collabora attraverso
Git (si può lavorare in più di uno sullo stesso file nello stesso momento e il software si cura di evitare problemi).
Così l’amministratore delegato di Microsoft ha tenuto una dimostrazione di Outlook
dovendo usare un iPhone sul palco.