Una persona che lavora, come Stefano diceva pochi giorni ha
ho abbandonato la mia Moleskine, una volta provato
iPad Pro con
Apple Pencil.
Forse Stefano ignora l’esistenza di gadget come
Rocketbook Wave. Un quadernetto ad anelli con le pagine puntinate invece che quadrettate (wow! Progresso! Startup!). La carta è normalissima ma bisogna usare per forza la penna che forniscono loro, per ragioni che si spiegheranno tra poco.
Una volta presi gli appunti, si fotografano le pagine con lo smartphone. Giusto per ridurre la dipendenza dall’informatica. La app ancillare manda le pagine fotografate su un cloud a pseudoscelta (solo quelli che hanno pensato loro, per esempio niente
SpiderOak o
OwnCloud). Sulle pagine del quadernetto c’è un codice QR che le tiene numerate automaticamente e piccole icone che, nella app, indirizzano la pagina verso sette diverse raccolte tematiche.
Lidia è cresciuta abbastanza da imporr… gradire uno spazio quotidiano di visione di cartoni animati e a casa questo avviene talvolta su YouTube tramite tv.
Ritorno sulla faccenda degli
aggiornamenti subdoli e/o coatti a Windows 10 perché
ci sono novità. Questo l’annuncio ufficiale (tradotto) di Microsoft:
Note interessanti da MacSparky, che ha
messo alla prova la beta di watchOS 3 su watch.
Un buon momento per apprezzare la tecnologia Apple: quando escono le notizie sulle
nuove funzioni di accessibilità, in questo caso per iOS 10.
Si tratta sempre e comunque di funzioni che tornano utili a una minoranza ma richiedono uno sforzo di programmazione pari a quello di tutto il resto del sistema. in altre parole, una perdita totale in termini di costi e benefici per l’azienda.
Eppure, per quella minoranza, sono estremamente preziose. Quando si fanno i confronti sui prezzi, le prestazioni, i processori, le risoluzioni, la Ram di bordo, ognuno di quei parametri dove sembra sempre valere la regola che più è meglio è, apriamo sempre un angolo per parlare delle funzioni di accessibilità. Verrà fuori che l’altro aggeggio, quello che fa tutto e costa meno, forse costa pure meno. Ma tutto, non lo fa.
Ricevo e pubblico da Stefano, che ringrazio. Sono sempre molto curioso di notizie sull’interazione personale con hardware e software.
Il mondo è bello perché è vario: riferisce Bbc che si possono trovare trecentomila svalvolati disposti a
firmare una petizione a favore nel mantenimento del jack audio su iPhone 7, scarsamente consapevoli dei fatti che nessuno sa veramente come sia fatto un iPhone 7 e, ove anche iPhone 7 eliminasse il jack, la
petizione poteva magari essere utile un paio di anni fa, al momento della progettazione, e non certo a pochi mesi dalla produzione di massa, quando qualsiasi modifica di questa portata è del tutto impossibile a meno di comportare ritardi epocali.
Il vino dell’oste è chiaramente il più buono, tuttavia anche all’autopromozione ci dovrebbe essere un limite: se Microsoft sostiene che il suo browser Edge
consuma meno batteria degli altri, questo dovrebbe risultare vero. O almeno quasi vero. Invece, ecco saltare fuori Opera dopo pochissimo a
smentire e dichiarare consumi energetici più giudiziosi di quelli di Edge.
La polemica è proseguita e ciò poco interessa, perché si tratta di test sempre piuttosto lontani dagli schermi di utilizzo dell’utente tipico e, per quanta differenza faccia il consumo di un browser rispetto a un altro, vedo la cosa poco decisiva nel mondo reale. Una cosa resta certa: la dichiarazione di Microsoft, magari non mendace, è sospetta.
Devo ammettere che non sono ancora pronto e, specialmente per l’alternarsi di approfondimenti e leggerezza cui ero abituato, sento la mancanza di una recensione di macOS
firmata John Siracusa.
Nonostante questo, per completezza e dettaglio posso solo raccomandare la lunga copertura della Developer Preview di Sierra
allestita da Ars Technica. Ora come ora è la lettura più completa ed equilibrata possibile sul tema. Ottantaquattro paragrafi sono molti e dimostrano come ci sia da dire utilmente su Sierra. Anche se John era un’altra cosa.
Ritorno sul frusto tema Apple si dimentica dei professionisti per via di un interessante articolo di Horace Dediu sullo
stato dell’ecosistema Apple.
Una serie di grafici riassume l’andamento dei ricavi dei servizi come vendita di musica, app, libri eccetera.
Si nota che le Pro Apps rappresentano una fonte di ricavo minima rispetto al totale. La cosa più interessante è che in termini assoluti questi ricavi sono piuttosto costanti negli anni. C’è stato un certo incremento attorno al 2010-2011 (presumibilmente quando Apple, secondo molti, si preparava ad abbandonare Mac per pensare solo a iPhone e iPad) e recentemente una flessione… che porta i valori ai livelli del 2006-2007, quando iPhone e iPad non c’erano e, sempre secondo il meme, i professionisti non venivano trascurati.