L’amico Sabino ha pubblicato uno spettacolare post che dimostra, esempi alla mano, come un
Numbers o un
LibreOffice siano fogli di calcolo completamente sufficienti per un utilizzo normale ma, appena si preme l’acceleratore, siano ancora
inferiori a Excel.
Sono sempre cose che valgono poco nella vita reale, ma regala sempre una certa soddisfazione vedere il computer da tasca Apple dell’anno scorso che
strabatte in velocità e tempi di reazione quello Samsung uscito (simbolicamente) l’altroieri e neanche così meno costoso. Per battere un iPhone 6s del 2015 dovremo magari aspettare un Note 8 del 2017 e chissà se basterà.
L’iPad di Lidia contiene numerosi giochi ancora troppo complicati per la sua età ed è interessante vedere quanto durano prima di essere impietosamente terminati dalla piccola collaudatrice. Alcuni non passano la schermata con i marchi dei produttori, altri arrivano a malapena a quella di inizio gioco.
Cro-Mag Rally ha superato a pieni voti lo scrutinio guadagnandosi secondi e secondi di considerazione e, addirittura, più di una partita, giocata dal papà con la bimba a commentare quello che accadeva sullo schermo.
Ex Manifattura Tabacchi in San Sebastian, Paesi Baschi spagnoli,
adibita a centro culturale. Dove si può semplicemente navigare in Internet con Windows, o creare con Mac.
LiquidText parte dall’idea di un tuttofare per leggere i Pdf, e va bene. Poi aggiunge l’idea di annotare i Pdf, e va benissimo. Dopo di che arriva all’idea di sfruttare al massimo Apple Pencil per andare oltre la semplice idea di annotazione, per applicare una idea geniale: permettere l’uso della Pencil anche per compiere gesti, che legano insieme annotazioni e poi mille altre cose.
È chiaro a qualunque persona di buon senso che, quando tutti sono liberi ma uno vuole togliere la libertà a tutti, i tutti devono fermare l’uno e impedirgli di nuocere. Non è limitazione dell’uno, ma tutela della libertà di tutti.
Per questo sono buone notizie i dati che arrivano da Gartner e
9to5Mac commenta sulla diffusione dei computer da tasca durante il trimestre primaverile.
iOS e Android combinati farebbero il 99,1 percento delle vendite e questo significa duopolio, ma anche esistenza sempre di almeno una alternativa.
Per curiosità ho provato a fare la tessera di
MyAutogrill. Per conseguenza ho dovuto iscrivermi alla relativa newsletter. Per inutilità totale dei contenuti ho deciso di annullare l’iscrizione alla newsletter stessa. Per riuscirci dovrò impegnarmi: il link presente nella newsletter per disiscriversi porta a una pagina che non esiste. come sistema per assicurarsi la fedeltà dell’iscritto, nel breve, certamente funziona perché per ora ho lasciato stare. Poi, non so.
Ho fatto presente alla mia banca che inviare tutti i file dello stesso tipo sempre con lo stesso nome, indecifrabile per giunta, è scarso servizio al correntista. Mi hanno ascoltato e sono riuscito ad avere persino uno scambio di messaggi con i tecnici. I quali hanno fatto sapere che comunque non è difficile cambiare un nome file se c’è bisogno. Sicuro. Per loro, comunque, sembra difficile, visto che non lo fanno.
Troppe cose interessanti nell’
intervista di Eddy Cue e Craig Federighi a Fast Company (agosto è perfetto per leggere qualcosa in più del normale). A partire dal fatto che Tim Cook ha cambiato certe regole imposte da Steve Jobs, ma è ancora relativamente raro sentire gli alti dirigenti Apple fuori da un keynote.
Tengo particolarmente a due passi del testo, avendole ripetute sovente negli anni. La prima è che Apple non è una Everything Company e il suo successo deriva, fino a rasentare la provocazione, più dalle cose che sceglie di non fare rispetto a quelle che fa.