Non mi è mai piaciuta l’interfaccia dei servizi
Network Solutions, sempre pronti a proporti un optional non richiesto in qualsiasi situazione, non importa quanto fuori luogo. Però uno lo sa, sta attento, si regola.
Nei giorni scorsi è accaduto qualcosa di più grave: ho acquistato un dominio per cinque anni, al costo di centotré euro e spiccioli. E sulla mia carta di credito sono stati addebitati centodieci euro e spiccioli.
Uno dirà, hanno sbagliato a compilare l’ordine, succede. Invece l’ordine riporta centotré euro.
Mi segnala Lorescuba (grazie!) che il Corriere della Sera ha
dedicato un articolo al museo ]All About Apple](
https://www.allaboutapple.com) di Savona.
A Savona per il museo bisogna assolutamente andare almeno una volta nella vita e, se lo ha fatto il Corriere, veramente vuol dire che nessuno ha più scuse.
Non sollecito mai clic, però faccio un’eccezione. Chiedo un clic sull’articolo del Corriere. È scritto in italiano, dice cose sensate, parte dall’incontro con i protagonisti, ci sono buone foto, un buon video, niente di inventato.
Rubo un
titolo a Stefano Bartezzaghi per descrivere la situazione della mia scrivania.
- Alimentazione di MacBook Pro.
- Auricolari.
- Time Machine.
- Hub Usb che collega a sua volta:
- Alimentazione e sincronizzazione di watch.
- Alimentazione e sincronizzazione di iPhone.
- Alimentazione e sincronizzazione di iPad.
- Alimentazione e sincronizzazione di un orologino che mi hanno regalato a un evento e devo ancora decifrare.
Aggiungo, staccati ma presenti sulla scrivania,
Sono sicuro che frugando bene sotto la superficie salterebbe fuori qualcos’altro.
Continuo a capacitarmi con fatica e a porre la stessa domanda: compreresti un computer da tasca da una azienda che ci perde soldi, in maniera sistematica, senza una strategia precisa di recupero? Che qualità, che progettazione, che supporto ci si aspetta?
Continuo perché le notizie si susseguono e scopro adesso che LG lo scorso trimestre ha perso
duecento milioni di dollari nel complesso, “grazie” a perdite nel settore smartphone (fortuna che sono smart) che pesano quasi il doppio.
Su Reddit
scrivono che Apple cancella le recensioni negative su Apple Store di un monitor 5k di LG in quanto ha problemi di funzionamento con Mac.
Naturalmente, la notizia corre veloce per tutta la rete. Solo che non è una notizia, bensì una invenzione. L’estensore la completa con una correzione:
Apple ha appena autorizzato le recensioni del monitor. È anche emerso che non erano mai state autorizzate [quindi, non essendo mai stato pubblicato alcunché, è impossibile, che sia stato cancellato qualcosa]. La mia asserzione che Apple abbia deliberatamente spento le recensioni era scorretta.
L’anno deve cominciare bene prima che finisca gennaio.
Suggerisco con energia a questo scopo l’adesione a
LibreItalia e ad
All About Apple.
LibreItalia propugna la causa di
LibreOffice in particolare e del software libero in generale. Libero nel senso della libertà, che è poter scegliere.
Ogni scrivania conquistata da LibreOffice diventa libera. O almeno più libera rispetto al conformismo, al monopolio, alla chiusura e all’opacità delle finestre oscurate. Non so se sia già di dominio pubblico, ma manca pochissimo: l’amministrazione di Assisi ha deciso di adottare il software libero.
Succede che
Magnetic Media Network, da sempre in prima fila per vendita, supporto e servizi Apple alle aziende, abbia raccolto in decenni di attività una quantità apprezzabile di cimeli Apple e non solo. E pertanto decida di destinare una parte di spazi aziendali a una esposizione permanente di retrotecnologia.
Tutto molto diverso da quello che succede al museo
All About Apple di Savona, a eccezione della passione. E direi, oltre che diverso, complementare.
Da anni Samsung non divulga più i dati di vendita dei suoi computer da tasca. Adesso
ha smesso di farlo anche Xiaomi.
Spezzo volentieri una lancia a favore di
Knotmania, gioco per iOS che ho scoperto durante la
visita all’ancora recente Codemotion di Milano.
Il gioco visualizza l’attività di creature enigmatiche e paciose, le String, il cui passatempo quotidiano è intrecciarsi.
A noi tocca districare dolcemente e con perizia i loro inviluppi.
Le String sono pacifiche e non si oppongono, solo che – lasciate a se stesse – si intrecciano. L’operazione deve dunque avvenire senza troppe pause, o tocca rifare.
Dall’avvento di El Capitan, con le nuove Note, le uso molto ma molto più di prima. La sincronizzazione è ottima, la versatilità pure; non le userei mai per scrivere un articolo ma per conservare appunti e rapide annotazioni le trovo ideali.
Non mi sorprende allora vedere arrivare programmi come
Standard Notes, che si propongono essenzialmente di lavorare con le note meglio di Note (nel caso specifico, su Mac e anche su qualunque altra piattaforma), o anche
Bear, per dire.