Un amico, titolare di una azienda di software per apparecchi da tasca, mi dice che iPhone non può eseguire più di due media contemporaneamente e che la cosa deriva dall’incapacità del processore di fare fronte al compito. La cosa sarebbe documentata.
Non ho motivo particolare di dubitare della sua parola, se non per avere sempre letto giudizi molto positivi sui processori di iPhone e iPad, ultimo in ordine di tempo
quello di Anandtech.
A costo di uscire dalla semplificazione per rasentare la banalizzazione, che sarebbe sbagliato, Apple è in croce perché è in corso una guerra diplomatico/commerciale tra Cina e Stati Uniti, la quale ha favorito una contrazione dei consumi interni cinesi. La Cina ha fatto passi da gigante negli ultimi anni ma è tutt’altro che una nazione mediamente ricca e basta poco per rendere inaccessibile l’acquisto di iPhone a una vasta fetta di consumatori. Situazione che ha portato Apple a presentare solamente
il secondo miglior fatturato di tutti i tempi.
Pare che Apple si stia divertendo con il tema del video interpretato via iOS, con risultati quali la serie fai questo e quello con iPad Pro (compreso un
video del backstage, non sappiamo se girato a sua volta con iPad Pro)…
…e
video sperimentali girati con accrocchi per avere a disposizione trentadue riprese dello stesso soggetto da parte di altrettanti iPhone Xr, disposti a trecentosessanta gradi.
Alla deriva creativa dei contenuti non corrisponde però una minore cura delle piattaforme: 9to5Mac relaziona rispetto ai
miglioramenti nell’ingombro delle app che si otterranno nella prossima versione 5 del linguaggio di programmazione
Swift, grazie al raggiungimento della compatibilità binaria tra versioni differenti dopo anni nei quali la priorità era la crescita del linguaggio stesso.
Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere chiaramente che, oltre al tempo passato davanti a uno schermo,
conta che cosa si sta guardando.
Sembra ovvio buonsenso considerare la visione di un documentario di National Geographic più salutare di due ore di cartoni animati (da genitore apprendista, aggiungo che sono meglio buoni cartoni animati che certa sbobba di YouTube). Eppure è difficilissimo fare passare il messaggio nelle famiglie e nelle istituzioni.
Oltre all’
anniversario di Macintosh appena trascorso, si avvicina l’anniversario di iPad di domani e a questo proposito è capitato del tutto casualmente a casa mia che il nuovo iPad Pro 12”9 si trovasse accanto a iPad di prima generazione.
Lo spessore dell’intero iPad Pro è minore dello spessore dello schermo del primo iPad.
Sotto lo schermo del quale c’è una rientranza, che nasconde all’occhio ulteriore spessore, quello per la logica: è il retro bombato che Paolo Attivissimo
additò come rischio, quello che la macchina dondolasse se appoggiata su un tavolo, per avere visto la presentazione di Steve Job in streaming.
Parlando di
anniversario di Macintosh, il modo più bello di festeggiarlo è trasformarlo carrollianamente in un non-anniversario, da celebrare tutti i giorni.
È quanto potrebbe accadere se decollasse
Advanced Mac Substitute di Josh Juran, un emulatore che si dimentica dell’hardware per emulare direttamente il sistema operativo e, di conseguenza, non richiede Rom preinstallate o vecchi dischi di sistema.
Lo stato del progetto è ancora largamente acerbo e, per dirne solo una, non si compila ancora sotto macOS Mojave. Però non sembrano esserci difficoltà insuperabili, solo problemi di tempo e di risorse da parte di Juran.
Macintosh fece rumore anche perché utilizzava un formato di memorizzazione che lasciava nella polvere i floppy tradizionali, quelli che si tagliavano con le forbici per creare una rientranza su tutti e due i lati della custodia, in modo da poter usare nell’Apple ][ anche il lato posteriore.
Anche i sassi sanno che c’è un problema di vendite di iPhone inferiori alle previsioni, ma non tutti hanno avuto l’idea di confrontare il traffico su Internet dei lanci di prodotto negli anni per avere un’idea dell’entità del problema.
Apple Must ha pubblicato i grafici delle
rilevazioni di SemRush che mostrano come, effettivamente, il traffico suscitato da iPhone X al momento del suo lancio sia stato molto superiore a quello generato dagli iPhone di quest’anno.
Dal riassunto della conversazione tra Jonathan Ive e il designer giapponese Naoto Fukasawa,
pubblicato da 9to5Mac, si evince che durante la progettazione di Apple Park vennero realizzati prototipi in scala 1:1. Ovviamente non dell’intero edificio, ma di sue sezioni:
Siamo riusciti a realizzare prototipi a grandezza naturale. Dato che l’idea era semplicemente di ripetere la stessa sezione, si poteva avere un’idea di che cosa si stava progettando.
Purtroppo (per me) l’intervista intera è
su carta e in giapponese. Però mi basta questo dettaglio. Quale altra azienda arriva a pensare in grande in questo modo?