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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

5 apr 2019

Apocalisse in B minore

Lo scorso trimestre Apple ha avvisato il mercato che gli iPhone avrebbero reso meno del previsto e sembrava avesse ceduto una diga sulle montagne sopra Cupertino, se ve ne fossero.

Oggi, un trimestre dopo come ogni periferia che si rispetti, Samsung avvisa che i suoi profitti caleranno di oltre la metà. Anche perché ha guadagnato meno dalla fornitura di schermi ad Apple, che ha venduto meno iPhone.

D’altronde quello che succede in serie A interessa molti e quello che accade in serie B, per quanto importante, ha rilevanza secondaria. La copertura del fatto si avvicina molto più alla fredda cronaca che alla passata descrizione da panico delle sventure che ci attendono. Copertura, aggiungo, anch’essa molto più puntuale su siti secondari.

4 apr 2019

La carica dei duecentomila

Il New York Times dedica un articolo ad Apple News+ che in una settimana [ha raccolto più di duecentomila abbonati](2019-04-04 00:50) e la faccenda è curiosa, poiché il quotidiano, nonostante una corte serrata, è rimasto fuori dal servizio, un po’ come quando al ballo di corte manca la principessa.

Il giornalismo americano è (chilometri) avanti al nostro nel riconoscimento dei fatti anche quando, per così dire, non tengono in conto il parere dell’editore. Neanche è abitato da mammole e l’articolo si chiude con una battutaccia che sarebbe circolata durante un party di festeggiamento tra Apple e gli editori: ma è una festa o una veglia funebre?

3 apr 2019

L’invidia del bene

Avendo letto due persone normalmente intelligenti e acculturate constatare l’apparente assenza di pesci d’aprile per quest’anno e soprattutto attribuirlo a un effetto alone provocato dalla ritirata di Microsoft, devo tornare in argomento.

Belli o brutti, ce ne sono stati e questa è ovviamente una parzialissima rassegna. Il Corriere ne elenca quarantatré, per quanto attraverso una gallery di rara scomodità.

Perché il divieto interno di Microsoft? Perché, per esempio, nel 2014 Google sfoderò un pesce che divenne un business miliardario.

2 apr 2019

Affari privati di stato

Di app che pongono un rischio privacy se ne trovano un soldo la dozzina; diverso è il caso in cui il committente è nientemeno che lo stato (rigorosamente con la minuscola come allusione a che ne penso).

Me l’hanno segnalata in due la notizia, prima Fabio e poco dopo Andy, che mi hanno indirizzato presso Ansa e il Giornale, ambedue stranamente capaci di fornire descrizioni dei fatti che valga la pena di leggere.

1 apr 2019

Serpenti di aprile

Fatico a vedere stupido, offensivo o fuori luogo l’offrire per una settimana un videogioco dentro le mappe come pesce d’aprile.

Rimango pertanto della mia opinione.

Sono sprovvisto di pesci; ho avuto bellissime idee che richiedevano troppo tempo, troppo sviluppo o ambedue. Le tengo per un futuro con più agio e magari anche un clima culturale più salubre. Saluto con una retrospettiva di uno dei migliori pesci di aprile su media informatici: Byte che recensisce un computer da polso. Di valore doppio pensando che, nell’ironia dello scherzo, la redazione ha prefigurato un oggetto che oggi al polso lo mettiamo davvero, certo senza la pretesa di inserirvi picofloppy disk.

29 mar 2019

Ritmi e costi

La funzione Ecg di riconoscimento di anomalie nel battito cardiaco e fibrillazione atriale è arrivata anche in Italia.

Mi immagino il dialogo tra due persone in ambulatorio.

Anche lei qui per il cuore?

Eh sì, per fortuna c’è l’orologio di Apple che mi dà una mano.

Eh beh, io ho preso un Samsung perché costava un po’ meno. Anche lui misura i battiti, comunque.

Complimenti! Anche Samsung ha fatto lo studio con l’università californiana per vedere se funziona bene? L’ho letto il mese scorso, allo studio dell’orologio di Apple hanno collaborato quattrocentomila persone…

28 mar 2019

Insegnagli a pescare

Apple non ha mai fatto un pesce d’aprile pubblico. La parola chiave è mai; indica una posizione discutibile, ma chiara, coerente e slegata dalle condizioni a contorno. Il senso dell’umorismo non è mai mancato, solo è stato espresso in altri modi, dagli easter egg a certi filmati di apertura di keynote recenti. Più indietro nel tempo, basta ricordare Steve Jobs che annunciava iPhone e mostrava l’immagine di un ibrido caricaturale, metà telefono metà ghiera rotante stile iPod primi tempi.

27 mar 2019

È cosa fai dopo

Se una Apple dà vita a una Card e il giorno dopo annuncia l’uscita di Swift 5, vuol dire che la carne al fuoco è tanta e che le iniziative sul fronte finanziario, marketing, servizi non sminuiscono quelle più puramente tecnologiche (Swift è il nuovo linguaggio di programmazione ufficiale di Apple).

Se una Unione Europea approva una direttiva copyright e il giorno dopo avere pasticciato con la distribuzione dei contenuti su Internet si mette a pasticciare persino con l’ora legale, significa che difficilmente – spentesi le lobby a obiettivo raggiunto – da quella assemblea potranno uscire cose non pasticciate.

26 mar 2019

Chi si distingue è bravo

Primissime impressioni a caldo dopo un evento come mai ce ne sono stati nella storia di Apple, dedicato alla presentazione di servizi, dalle notizie all’edicola, alle produzioni televisive all’abbonamento a giochi, fino addirittura a una… carta di credito associata a Pay.

Non c’è dubbio, il fuoco di sbarramento di quelli che non c’è innovazione, una volta i Mac li potevi smontare pezzo per pezzo, sarà ingente. È superata persino la battuta per cui Apple, dopo avere perso la dizione Computer nella ragione sociale, dovrebbe mettere entertainment. Neanche questo basta più a comprendere Card nel catalogo. Una azienda che si è distinta per l’integrazione tra software e hardware e adesso si preoccupa di distribuire la sua carta di credito? E aprire direttamente la banca, no?

24 mar 2019

Tendenza programmazione

Come percorso professionale tendo alla programmazione a partire dalla scrittura. Per questo una tastiera con layout italiano mi è essenziale.

Diverso se tendessi alla scrittura a partire dalla programmazione. Mi sarebbe più utile un layout americano e allora potrei guardare con più interesse a Keychron, una tastiera meccanica wireless retroilluminata in edizione compatta o estesa che nasce per Mac e iOS ma, se proprio uno è senza speranza, può essere adattata persino a Windows.