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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

11 giu 2019

L’evoluzione del linguaggio

È colpa mia, che ancora leggo post e commenti su Facebook, dove mi tocca stare per lavoro e dove mi può capitare di sentire definire Swift linguaggio inutile ma trendy, come una moda del momento.

Per fortuna riesco anche a trovare articoli come quello di Dice, che in tre parole spiega come nel 2019 Swift abbia raggiunto alcuni traguardi importanti che lo rendono alternativa sempre più efficace a Objective-C.

Ci sono voluti cinque anni per arrivare ad avere una velocità di compilazione superiore o equivalente a quella di Objective-C, per esempio. Se devi fare un linguaggio trendy, inventi un trucchetto, non spali concime per un lustro.

10 giu 2019

Silenzio, ti ascoltano

Marco Arment è stato molto critico di Apple negli ultimi anni ed è una persona di indubbia reputazione nella comunità. Il suo ultimo post si intitola Apple è in ascolto:

È difficile capire quando Apple sia in ascolto. Parlano in modo conciso, di rado e solo quando sono pronti, dicendo assolutamente nulla nel frattempo, persino quando tutti ci lamentiamo di una linea di prodotto come fosse in preda alle fiamme. Fanno grandi progressi, anche se sovente con rinunce ardite che mai annullano, per cui un silenzio prolungato dovuto al fatto che dobbiamo tenerci le cose come stanno è indistinguibile da un silenzio prolungato dovuto al fatto che la risposta non è ancora pronta. Ma da inizio 2017 a oggi c’è stato uno spostamento importante nella giusta direzione e non potrebbe essere più chiaro oggi: Apple è di nuovo in ascolto, sanno ancora il fatto loro e Mac è tornato.

9 giu 2019

Dalla ba alla zeta

Un esempio dei cambiamenti nel prossimo macOS controversi per zero motivi? L’adozione di zsh come shell preimpostata nel Terminale al posto di bash.

La modifica è praticamente di nessun conto: vale solo da Catalina in poi (e chi arriva da un sistema esistente manterrà bash); commutare la scelta su bash o altro è questione di un comando, come è sempre stato; gli script di shell scritti con la buona abitudine dello shebang (la sigla #! che precede l’indicazione del linguaggio da usare) continuano a funzionare; la compatibilità di zsh con bash è relativamente buona e con sh, in uso spesso negli automatismi presenti di serie in macOS, molto buona, grazie a una modalità di emulazione. Rumore per nulla o quasi nulla.

8 giu 2019

Scripting responsabile

Sono entusiasta degli annunci dell’ultima WWDC, ma questo non significa che siano tutti buoni. Una situazione che fa alzare il sopracciglio riguarda la futura esclusione di Python, Ruby e Perl dalla dotazione Unix standard di macOS.

Dr. Drang ha twittato la parte rilevante delle lunghissime note di Xcode beta linkate sopra, dando credito a Michael Tsai per essersene accorto prima di tutti.

La tesi di Dr. Drang è pessimista: vero che i linguaggi di scripting preinstallati da Apple sono sempre stati poco e male aggiornati, sono facilissimi da installare nella versione più evoluta e chiunque voglia farne uso consapevole lo fa responsabilmente, come parte attiva sapendo di non avere tutto pronto. Però, sostiene Drang, la scelta di escluderli taglierà fuori molti che potrebbero scoprire la materia casualmente e interessarmene senza averlo saputo prima.

7 giu 2019

Dischi rotti

Continuo a leggere reazioni al keynote di inizio WWDC, comprese quelle al mio piccolo riassunto, meravigliato di come anche persone di intelligenza straordinaria prendano posizione in modo automatico quando si tratta di annunci Apple. C’è un lato positivo: quando tutti hanno una propria posizione su un tema, automatica o manuale, vuol dire che il tema tocca tutti. I temi che toccano tutti non sono moltissimi e significa che Apple ha un mind share, anche in questo caso, superiore alla concorrenza.

6 giu 2019

Sogni e realtà

Finalmente sono riuscito a guardare il keynote della WWDC. Piccole note a riguardo.

tvOS. Apple ci crede molto e ne è prova l’avere presentato come primissima novità della mattina una propria serie TV. Vogliono farla diventare una vera piattaforma di intrattenimento televisivo, dall’home cinema fino ai videogiochi. La compatibilità con i controller di PlayStation e Xbox è significativa, in un’azienda che adotta i prodotti altrui sempre con una certa cautela (eufemismo).

watchOS. Quatto quatto, watch fa sempre più cose. Adesso misura i decibel e avvisa se il livello di rumore è eccessivo, tiene traccia del ciclo mestruale, espande la copertura dell’attività fisica, ha un App Store riprogettato, audiolibri, calcolatrice… sempre più watch è il coltellino svizzero del software e dell’attività quotidiana. Non fa rumore, non viene strombazzato, ma dove altro vuoi andare? La concorrenza gioca in un’altra serie.

5 giu 2019

Uomini e topi

All’unanimità, il premio per la funzione meno importante presentata nel keynote della WWDC è il supporto del mouse su iPad per aumentare l’accessibilità.

Ferma restando l’importanza dell’accessibilità per i disabili e ci mancherebbe, quanti scrivono finalmente come se ci fosse stata davvero una necessità fuori da situazioni speciali, suscitano perplessità.

4 giu 2019

Diversificare per prosperare

Non potevo seguire la diretta e scrivo mentre deve ancora rendersi disponibile la differita. Però ho letto più che potevo e un mio conoscente ha scritto Best.WWDC.Ever. Devo ancora capire se sia vero; l’impressione è che molti annunci siano arrivati nel modo giusto al momento giusto.

In attesa di addentrarmi nei dettagli e sapere che cosa viene detto in questi giorni, mi piace un mondo l’esistenza di iPad OS; a ogni apparecchio il suo sistema operativo, fatto su misura. Distillato di filosofia Apple.

3 giu 2019

La cosa da chiedersi

Mancano pochissime ore a WWDC e mi aspetto da tempo cose interessanti sul fronte dell’automazione personale.

Campo dove, più leggi più ti si aprono davanti orizzonti sconfinati. Il bello è che una ricetta non esiste; forse proprio la parte più difficile è scegliere un percorso, tra i tanti possibili, il che implica l’abbandono di tante alternative che ogni giorno, una per volta, improvvisamente si rifanno vive e promettenti più di prima.

Ci ho pensato mettendo a confronto Dr. Drang e Dave Winer. Il primo racconta di come usa LaTex per realizzare relazioni da presentare in azienda, documenti il cui primo requisito tecnico è la possibilità di lavorarci da iPad o da Mac, indifferentemente, dipende dal mezzo che ha davanti.

2 giu 2019

Fuori tutto

Meglio abituarsi a un momento di consolidamento invece che di crescita impetuosa e sorprendente, cui la tecnologia ci ha abituato fin troppo bene per molti anni.

Almeno, se fosse vero che sparisce iTunes, come si vocifera. Ammesso e non concesso, la vita dopo iTunes sarà probabilmente più semplice. La perdita della familiarità con l’oggetto la sentiremo però tutti.

Mica è finita: da luglio ci dimenticheremo di Torna al mio Mac, che smetterà di funzionare. Personalmente me ne ero dimenticato già da un bel pezzo, ma non si può mai dire.