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Dal mondo Apple all'universo digitale, in visualizzazione rapida dell'ovvio

12 gen 2020

Ne resteranno solo tre

Riflessione secondaria ma interessante quella di Tidbits sul fatto che Apple da qualche anno venda Mac e non più Macintosh.

Il termine non è stato rinnegato: viene usato routinariamente per ricordare che nel 1984 ha debuttato Macintosh. Tuttavia non viene più associato ai prodotti odierni, salvo che per una eccezione: il disco interno dei Mac si chiama Macintosh HD.

Nei commenti, i lettori hanno aggiunto che sulla scatola di iMac compare ancora la scritta Macintosh e si può persino leggere Think Different. (Almeno in USA, devo ancora verificare per l’Italia). Inoltre, le Informazioni sul Finder contengono la scritta The Macintosh Desktop Experience (anche qui in lingua inglese, non so l’italiano).

11 gen 2020

L'enigma del browser

Dopo due anni abbondanti mi sono ritrovato master per una serata di Dungeons & Dragons e una differenza fondamentale è che, fino a due anni fa, usavo Roll20 su Mac. Ora il mio portatile è un iPad Pro e di conseguenza mi sono preparato con l’obiettivo di riuscire a usare Roll20 nel modo più completo possibile.

Una cosa positiva è che in questo intervallo Roll20 è migliorato in modo perfettibile. Una meno positiva è che sono state introdotte incompatibilità importanti con Safari.

10 gen 2020

Chiacchiere e concept

Ieri si ricordava la presentazione del primo iPhone da parte di Steve Jobs, nel 2007. Ricorda Jim Darlymple:

13 anni fa ero nel pubblico. “Sapevamo” che si sarebbe chiamato iPhone, ma non avevamo idea del suo aspetto. Dire che ci ha fatto scoppiare la testa sarebbe una sottovalutazione.

Si ricorda ancora quella presentazione perché è stata storica, nel senso che entrerà nei libri di storia, perché la vita dell’umanità è cambiata e se non basta guardarsi attorno tredici anni dopo, c’è qualcosa che non va in chi guarda. Difficile mettere in discussione che sia stato un evento unico.

9 gen 2020

Cioccolata e nonne

È già successo in passato che mi trovassi in mezzo a uno sciopero del personale ferroviario e riuscissi a portare a casa la giornata nonostante i tempi persi e le attese incerte, grazie a portatili e connessione cellulare.

Si è sempre fatta un po’ di fatica, però. Un vago alone di impresa compiuta nonostante le difficoltà. Un pizzico di orgoglio supplementare per avercela fatta.

Ieri no. iPad Pro e iPhone X, un duo da paura. La giornata è interamente trascorsa senza che potessi capire se e quando avrei potuto rispettare gli appuntamenti della giornata ma sulle scadenze, nessun problema. iPad Pro è una macchina da produttività con un rapporto tra prestazioni, superficie di lavoro e peso che non so come sia possibile battere oggi (a parte il prossimo iPad Pro).

8 gen 2020

Astronave scuola

Data astrale oggi, faccio il mio ingresso nell’ astronave del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca per iscrivere la primogenita alla scuola primaria. L’operazione è riuscita perfettamente e magari forse il termine di fine gennaio, per un anno scolastico che inizia a settembre, è un attimo maniacale. D’altronde non vorrei criticare l’istituzione se per una volta le cose vengono fatte in anticipo.

Ho saltato la procedura di registrazione perché ho un’utenza Spid e quindi posso entrare direttamente nel sistema. Molto buono, molto veloce; i miei dati anagrafici vengono inseriti direttamente nella domanda. Parlando di amministrazione pubblica, sono cose da un altro pianeta. Poi l’esperienza utente prosegue e si fa più interessante.

7 gen 2020

Ogni maledetta Epifania

Si parla sempre dei buoni propositi come se scattassero all’inizio dell’anno nuovo, quando è evidente a tutti che non se ne parla prima che le feste le portino via.

Il che puntualmente accade ed eccoci qua, a doverlo fare per davvero. Per cui ho cercato di darmi poche indicazioni ad alta probabilità di essere realizzate.

Per prima cosa, voglio scrivere qui ogni giorno. Impegnativo, ma non impossibile. Niente mi disturba più che non avere un post per il giorno che arriva.

6 gen 2020

Babbo Natale premia iOS

Secondo Sensor Tower, il giorno di Natale si sono spesi in app 277 milioni di dollari, con un incremento dell’11,3 percento sul 2018.

Il 70 percento della spesa è stata effettuata su App Store, per un valore in crescita del 16 percento anno su anno. Il resto è andato su Google Play Store, che è cresciuto del 2,7 percento.

Il numero di apparecchi iOS è una frazione di quello Android, ma genera ancora una volta molta più spesa e, nel caso, molti più regali. Le previsioni che davano nel lungo termine un pareggio o addirittura un sorpasso di Android su iOS in termini economici, sono diventate a termine ancora più lungo.

5 gen 2020

Gli assenti hanno torto

Altra perla dall’ articolo di Mit Technology Review dedicato al digitale che penalizza gli studenti:

Secondo altri studi, gli studenti di college negli Stati Uniti che hanno usato laptop o apparecchi digitali nelle loro classi hanno fatto peggio al momento degli esami.

Ohibò, pare grave. Sembrerebbe che sia meglio fare a meno del computer se si vuole avere successo all’università. Proviamo a continuare la lettura:

Gli studenti che hanno sostenuto Algebra I online hanno fatto molto peggio di quelli che hanno frequentato il corso in persona.

4 gen 2020

Far finta di essere libri

Si accennava al discorso di Capodanno più interessante letto finora, quello di Fabrizio Venerandi sullo stato della nazione degli ebook.

Triste stato e discorso ampiamente condivisibile. Parliamo di un fallimento generale a tutti i livelli, dall’ultimo lettore al primo dei programmatori, nel provare a superare il libro di carta anziché farne una copia in digitale e nel farlo perdere i vantaggi della carta intanto che si sprecano le opportunità del digitale.

Va letto tutto, assimilato e metabolizzato per poi trasformarlo in energia: fare un passo avanti nel creare il solito ebook, fare una richiesta in più al proprio editore, insistere a scuola, in ufficio, ovunque abbia un senso. Così come sono, a qualsiasi livello, gli ebook non vanno, punto.

3 gen 2020

Analisi illogica

Assieme agli anni Dieci possiamo lasciarci alle spalle anche gli analisti.

Su Asymco Horace Dediu ha chiamato le carte in modo direi definitivo e il bluff regge solo per chi ci vuole credere ancora, a tutti i costi (letteralmente: si fanno pagare), chissà perché.

In Analista, analizzati Dediu espone la verifica dei pronostici degli analisti sul titolo Apple a dodici mesi, formulate dodici mesi fa, confrontabili oggi con la realtà. Basta una riga: