Poi ci fu il momento in cui iPhone doveva portarsi via tutta la torta e Apple smettere di occuparsi delle minuzie.
Poi, perfino watch. I servizi. Le fughe dei professionisti che abbandonavano la nave prossima ad affondare. La trasformazione, lo aveva detto Jobs, per qualcuno avrebbe potuto essere uneasy, non facile.
Dopo essermi asciugata e avere riordinato l’ego, ho deciso che avrei lasciato il mio Apple Watch Series 3 per Apple Watch SE. I modelli più recenti di Apple Watch hanno il riconoscimento delle cadute.
Sono di parte: si parla di Gödel e, per descrivere il teorema che lo ha posto tra gli immortali della matematica, si usa Lisp!
La cosa sorprendente è che dura il giusto, si capisce senza bisogno di sapere di matematica, è chiarissimo e oltretutto uno può anche guardare il codice Lisp prodotto, pure lui luccicante nella sua linearità.
Sì le specifiche, sì i benchmark, sì i big data. Rimane che nel computing sano di cui auspichiamo la diffusione, il focus sono le persone. Se avessi un euro per tutti quelli che si vantano della Ram che hanno installato sarei a bloggare a bordo piscina dai Caraibi; se lo avessi per quelli che dicono mi ha cambiato la vita (basterebbe anche un po’ di lavoro o di intrattenimento), al massimo sarei un po’ più abbonato a Netflix.
Oggi non è il compleanno di Gimp, ma lo è stato
pochi giorni fa.
È il programma di grafica bitmap che andrebbe usato e insegnato nelle scuole, che dovrebbe stare su qualsiasi computer regalato in occasione del passaggio alle scuole medie.
Ha ispirato numerosi concorrenti di Photoshop e ha ricordato a tutti che esisteva una alternativa all’omologazione.
Oggi è molto migliore di ieri, anche su Mac.
Merita sostegno materiale comunque ci sia possibile e passaparola positivo. Lo dice un adepto di Pixelmator, nel senso che abbiamo bisogno che esista Gimp anche quando non ne abbiamo bisogno.
Da una parte Patrick Moorhead di Forbes,
Perché potresti voler rinunciare a MacBook Pro 13” M1: una recensione equilibratissima in cui tra i difetti della nuova architettura si denuncia la mancanza di connessione 5G (è vero, non l’ho inventato, giuro, chi non ci crede legga). Ecco come parla di giochi:
Secondo me c’è una ragione per cui Apple e i primi recensori parlano sempre di Tomb Raider per Mac. Credo che sia perché è uno dei pochi giochi AAA che funzionano relativamente bene in emulazione, sopra i trenta fotogrammi per secondo; sta in App Store; e sfrutta le interfacce applicative proprietarie Metal di Apple invece di interfacce applicative aperte.
Un altro segnale che qualcosa è cambiato ed è cambiato molto? John Gruber ha scritto su Daring Fireball un
commento ai nuovi Mac con processore M1 che gli ho chiesto eccezionalmente di poter tradurre per intero, da quanto tocca e ispira.
Non ho con lui un contatto personale diretto e immagino che il mio tweet si sia perso in mezzo a una tonnellata di altri. Peccato, lo avrei fatto volentieri nonostante la fatica – è roba bella lunga – in quanto non si leggeva una cosa del genere, non solo di Gruber, da molti e molti anni.
Su Twitter infuria, tra mille thread, quello dedicato ai chirurghi che fotografano momenti o esiti delle proprie operazioni e
iPhone che interpretano gli scatti come cibo. Si trovano centinaia di contributi.
Conosco la materia per avere partecipato come giornalista a un paio di congressi di videochirurghi e sono abbondantemente vaccinato contro l’effetto splatter. Qualcuno potrebbe trovarsi imbarazzato o disgustato nei confronti di immagini non consuete e, nel caso, lo prego o la prego di fidarsi e proseguire oltre.
Primo atto: cattiva Apple, perché il nuovo Mac/iPad/iPhone⁄watch/tv è una macchina chiusa e non riparabile o difficilmente riparabile. Segue trombonata sul right to repair.
Secondo atto: cattiva Apple, perché ho portato il mio aggeggio all’Apple Store e vogliono darmene uno diverso per cinquecento euro invece di ripararlo. Ampiamente criticabile ma, per logica, come potrebbero ripararlo a costi ragionevoli se è una macchina chiusa?
Terzo atto: cattiva Apple, perché a me non la si fa: mi sono documentato su Internet, ho trovato i pezzi con poca spesa e mi sono fatto la riparazione da solo (variante: il cinese con spesa modica). Tiè!