Ho cercato recentemente di mettere in piedi un server di posta elettronica su un mio dominio e di farlo da solo, recuperando via rete le competenze necessarie passo dopo passo. Non ci sono ancora riuscito; è un procedimento che chiede grande familiarità con installazioni di più software a basso livello, la compatibilità reciproca dei quali spesso dipende dall’intuizione di chi installa più che dall’intesa collaudata su protocolli precisi. Dipendenza dopo dipendenza, peculiarità dopo peculiarità, sono arrivato a un punto che non riesco a passare e per cui non emerge alcun aiuto dalla rete. La mancanza di tempo e concentrazione fanno il resto. Il lavoro è da finire.
Di punto in bianco, l’altra sera la app di PosteID si è rifiutata di autenticarmi con Spid sul servizio PagoPA cui la scuola ha demandato la raccolta delle quote per la gita scolastica della primogenita. Ovvero niente di che, a parte il fatto che ritrovarsi senza la propria identità digitale può davvero diventare fastidioso, per non dire peggio.
La app reagiva a qualunque tentativo di accesso con il messaggio si è verificato un errore. Dal sito l’autenticazione per nome e password risultava scorretta; dopo tre login non riusciti, Poste blocca l’account per mezz’ora e si intuisce come cercare di risolvere un problema di password sotto queste condizioni non sia da augurare ad alcuno.
Possedere una copia di Super Mario 64,
seguire le istruzioni e compilare una versione del gioco, perfettamente legittima, che gira su tv, grazie a Xcode e a un Mac.
Non serve veramente a nulla ma insegna una montagna di cose. Soprattutto, espone a nozioni che si potrebbero volere approfondire, a sapere che esistono. Di modi per saperlo, questo è uno dei più interessanti che abbia visto ultimamente.
Per ora si può lasciare un commento dalla
pagina apposita di Muut per QuickLoox. I commenti torneranno disponibili in calce ai post appena possibile.
Austin Mann
ha recensito a suo modo MacBook Pro 16” con M1 Max e racconta questo:
Ho caricato Mac al cento percento e ho staccato l’alimentatore.
Per prima cosa, ho trattato cento file Tiff da centocinquanta megabyte ciascuno in
Starry Landscape Stacker. Il rendering ha impiegato quattro minuti e ventiquattro secondi, al termine dei quali la batteria era sempre a cento percento (le ventole sono rimaste silenziose).
Per seconda cosa, ho lanciato un test
Cinebench, che è terminato nel giro di alcuni minuti e ha lasciato la batteria ancora al cento percento.
Apple viene spesso chiamata in causa per avere realizzato il walled garden, il giardino recintato, cattivo perché chiuso e per negare a chi lo popola la libertà di volere tutto e il suo contrario.
Intanto su Windows, il sistema dove invece volere tutto e il suo contrario parrebbe essere l’abitudine secondo i suoi sempre oggettivi e imparziali sostenitori, si legge che
Microsoft rende eccezionalmente difficile cambiare le applicazioni di default e specialmente il browser. Tocca usare Edge e, se non piace, usare Edge.
È appena scoccato il ventiseiesimo compleanno di
FreeCiv e da un mesetto il gruppo degli sviluppatori riceve feedback rispetto alla terza e ultima beta di FreeCiv 3.0.
Dai commenti sembra di capire che finalmente ci sarà la compatibilità Mac.
Due belle notizie, per la comunità open source e per quella di macOS. FreeCiv interessa chiaramente agli amanti del genere; per loro, però, è una bomba.
Si avvicina Natale e poche cose fanno meglio al mondo del software che una donazione, anche minuscola, a progetti software liberi e di qualità di cui tutti possono beneficiare a costo zero. In che altro settore industriale, sociale, materiale, animale, minerale può mai accadere qualcosa di simile?
Dopo qualche giorno di utilizzo, ho da aggiungere qualcosa alle
primissime note di adozione di iOS e iPadOS 15.
Amo moltissimo la nuova gestione della doppia finestra di lavoro su iPad. Organizzare le coppie di programmi al lavoro contemporaneamente sullo schermo è diventato un gioco. Prima non mi dispiaceva, all’opposto di molte critiche negative, ma certamente ora è migliorato e in modo sensibile.
Vale per tutte le mie occasioni di multitasking e vale ancora di più per Safari, con il quale avevo penato settimane prima di interiorizzare il sistema per eliminare un gruppo di pagine non volute. Il sistema c’era e non era neanche complesso; ero io che non lo vedevo. Con iPadOS, in trenta secondi l’ho visto. Forse è un progresso solo per me, però sono proprio soddisfatto.
Nutro poca fiducia nel sistema politico italiano così come nei politici italiani. Per qualche anno abbiamo avuto tuttavia un bravo politico che è anche riuscito a fare funzionare il sistema, pur non riempiendo le cronache del gossip di palazzo.
Stefano Quintarelli ha lasciato (almeno per ora) ufficialmente la politica e ha riassunto la sua esperienza in
un post formidabile che va assolutamente letto nella sua interezza.
Ciò che distingue Quinta (mi permetto il soprannome perché lo conosco) dal novero dei politici comuni è che lui arriva dall’informatica ed è uno dei padri dell’Internet italiana. Una figura di competenza straordinaria che sicuramente non aveva la necessità di occupare uno scranno parlamentare per soldi o per ambizione fine a se stessa.
Ho
scritto una volta per No Rocket Science, ma avrei adorato essere l’autore della puntata
Imparo, imparo, sì che imparo.
Chiunque l’abbia scritta, ha iniziato o va avanti a destreggiarsi con
AirTable,
Ecamm Live (L’
OBS Studio dei ricchi) e
Duolingo.
Che mestiere fa? Non lo so (non so chi sia, l’autore, per quanto possa avanzare alcune ipotesi). E non conta. Chi mai potrebbe avere studiato AirTable a scuola, o avere frequentato un master di Ecamm Live? In che curriculum potrebbero mai essere stati visti?
Le cronache mostrano impietose un livello di analfabetismo numerico cui sta dietro solo l’ignoranza dell’italiano.
Impegnarsi verso l’esterno è difficile. Gli analfabeti più esposti e più probabilmente visibili nelle nostre bolle relazionali hanno in realtà problemi psicologici e insegnare loro qualcosa non si può; al massimo sono (molto cautamente) accompagnabili per mano in un percorso di recupero difficile, lungo e a fasi alterne.
Dove non dobbiamo sbagliare è su noi stessi. È facile cedere a certe sirene se non abbiamo una tranquilla e solida nozione di che cosa significano numeri e dati. Il calcolo delle probabilità è uno dei bastioni più critici, dove si consumano le battaglie più frustranti e sanguinose.