Content tagged scuola

La scuola facile
posted on 2021-04-08 00:39

Accennavo ieri a come le maestre di mia figlia abbiano affrontato più che validamente la faccenda delle lezioni remote.

Disclaimer: quell’esperienza omogenea, uguale ovunque e comunque di cui scrivono i media classici, non esiste. Ogni classe, ogni scuola, ogni indirizzo ha le proprie specificità e indicare una ricetta come se andasse bene o male per tutti è sbagliato.

Ciò detto, si può comunque trarre ispirazione generale da alcuni aspetti. Si tenga presente che vale per un primo anno della primaria, con tutti i pro e contro applicabili se si pensa ad altre annate.

Le nostre maestre hanno fatto poche cose, semplici, valide e a costo zero o quasi zero rispetto alla lezione in aula:

  • lezioni da quarantacinque minuti;
  • gruppi da sette bambini;
  • dirette con esercitazioni pratiche e attività materiali;
  • pochissima lezione frontale e tanta interazione;
  • riduzione delle ore.

Da un orario in aula di otto ore giornaliere, l’orario online è stato ridotto a “sole” due ore. Molti genitori non hanno capito e si sono anche lamentati; sono quelli che poi nei sondaggi bocciano la Dad. In verità, quei novanta minuti complessivi sono il massimo che si possa chiedere a bambini di sei anni, quindi con una soglia di attenzione bassa; fare di più sarebbe controproducente.

Invece, le lezioni a sette bambini hanno aumentato clamorosamente l’efficacia e la quantità di lavoro svolto. Le maestre hanno demandato alle famiglie una quantità elevata di compiti, esercizi, attività che altrimenti si sarebbero svolte in classe. Senza entrare nelle ovvie implicazioni sociali della questione, che però non dipendono dall’apprendimento digitale bensì da come siamo sempre stati abituati a organizzarci, la risultante è stata che per un mese il lavoro di classe:

  • è progredito alla stessa velocità di quello in aula;
  • tra lezioni su Meet e compiti, ha richiesto meno tempo, con un aumento dell’efficienza dell’insegnamento;
  • ha portato a un aumento del dialogo, seppure online, tra maestre e genitori.

Naturalmente i bambini non hanno socializzato. Ma siamo in zona rossa e non è colpa della telescuola se i bambini non hanno socializzato. Anche in questo caso, la nostra organizzazione sociale è di un certo tipo e per vari aspetti si è adattata piuttosto bene alla convivenza con il virus; per altri aspetti, no.

Invece di manifestare per riaprire le scuole, senza che sia stato fatto nulla per consentire di farlo in sicurezza, lo scettico dovrebbe invece capire che oggi il lavoro dell’insegnante deve riverberarsi anche attraverso il mondo digitale, specialmente oggi che siamo in condizioni di emergenza, ma poi sempre; in certe situazioni la lavagna batte lo schermo, in altre vale il viceversa; la scuola vincente miscela il meglio delle due esperienze, invece che perdersi in manicheismi.

Le persone di buona volontà, docenti e genitori, possono trovare risorse, esperienze, pareri, creatività e conforto nel gruppo Facebook La classe capovolta o presso Insegnanti 2.0. I protestatari potrebbero anche usare più spesso i cappelli a cono d’asino che esibiscono nelle piazze. In fondo, si capisce bene perché li maneggino con tanta familiarità.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Renitente all’apprendimento
posted on 2021-04-07 03:45

La primogenita al suo primo anno di scuola primaria torna in aula dopo un mesetto di blocco e di lezioni a casa.

Questo post doveva contenere una serie di elogi, spiegati, alle maestre per come hanno organizzato l’attività e tenuto vivo l’interesse di bambini di sei anni senza alienarli con videolezioni scervellate. Hanno lavorato davvero bene, con semplicità ed efficacia.

Invece lo scrivo domani, perché la società che fornisce la piattaforma di registro elettronico alla scuola della primogenita è stata attaccata da pirati informatici che hanno cifrato i contenuti della piattaforma e chiesto un riscatto; il classico ransomware.

Per portare a segno un attacco di questo tipo, occorrono debolezze di piattaforma e ingenuità nelle persone. In ogni caso, non dovrebbe essere una minaccia capace di impattare significativamente su un’azienda; e, se lo fa, dovrebbe esistere una procedura apposita di disaster recovery per liberarsi del problema.

Invece, no. In questo momento la home di Axios Italia riporta quanto segue:

§§§

06/04/2021 - Ore 08:45


Gentili Clienti,

a seguito delle approfondite verifiche tecniche messe in atto da Sabato mattina in parallelo con le attività di ripristino dei servizi, abbiamo avuto conferma che il disservizio creatosi è inequivocabilmente conseguenza di un attacco ransomware portato alla nostra infrastruttura.

Dagli accertamenti effettuati, al momento, non ci risultano perdite e/o esfiltrazioni di dati.

Stiamo lavorando per ripristinare l'infrastruttura nel più breve tempo possibile e contiamo di iniziare a rendere disponibili alcuni servizi a partire dalla giornata di mercoledì.

Sarà nostra cura tenervi costantemente aggiornati.

05/04/2021 – Ore 18:20


Gentili Clienti,

nello scusarci per il protrarsi del disservizio, teniamo a informarVi che stiamo lavorando alacremente con l’obiettivo di rendere disponibili tutti i servizi web entro pochi giorni. Sarà nostra cura aggiornarVi al loro ripristino.

05/04/2021 – Ore 13:20


Gentili Clienti,

a seguito di un improvviso malfunzionamento tecnico occorso durante la notte, si è reso necessario un intervento di manutenzione straordinaria.

Sarà nostra cura darVi comunicazione alla ripresa del servizio.

Scusandoci per il disagio, per qualsiasi necessità rimaniamo a Vostra completa disposizione attraverso l’indirizzo mail contatti@axiositalia.com

03/04/2021 – Ore 11:00

§§§

Mentre scrivo, sono tre giorni che i servizi sono fermi. Soprattutto, il tentativo iniziale di fare passare per malfunzionamento tecnico un attacco ransomware fa cadere le braccia.

Questa azienda ha i requisiti per fornire il registro elettronico alla scuola pubblica italiana? Registro che, stante l’ordinamento della scuola pubblica suddetta, è di importanza critica (almeno burocratica)?

Perché non si riesce mai con la scuola a fare una cosa come si deve fino in fondo? Perché la scuola insegna ma sembra che mai riesca a imparare pienamente?

Vediamo intanto se oggi tornano su.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Analogici con il digitale degli altri
posted on 2021-03-18 01:45

Si è costituita pochi giorni fa una Rete Nazionale Scuola in Presenza la quale, come dice il nome, si batte per la riapertura delle scuole… errore: l’iniziativa, per come è scritto nella pagina del gruppo Facebook, serve a raccogliere e diffondere le iniziative contro la DAD a livello nazionale.

C’è una sottile differenza e significativa, nell’ambito di una tendenza che durante quest’anno è stata segnalata più volte: il vero centro di interesse non è affatto la riapertura della scuola, ma la lotta contro l’uso del digitale, di cui chiaramente le lezioni remote sono la manifestazione più evidente. Nonché l’unico modo di fare scuola che per mesi abbiamo avuto a disposizione e senza il quale ci sarebbe stato il vuoto assoluto.

Sarebbe facile fare ironia sul fatto che la rete contro la didattica a distanza si nutre di Facebook e web; invece la questione è più seria perché si tratta di persone disposte alla manipolazione e alla distorsione dei fatti pur di prevalere.

La Rete si compone di più gruppi in giro per l’Italia, compreso A scuola! che gravita su Milano e lancia una manifestazione per domenica 21 marzo in piazza Duomo, dove esibire bandiere bianche perché la scuola non ha colore, maschere integrali bianche a testimoniare l’alienazione dei nostri figli, cappelli a cono d’asino per denunciare la dispersione scolastica, campanelle da suonare, zaini da disporre a scacchiera, disegni dei ragazzi da esporre sugli zaini e… ragazzi seduti vicino al loro zaino, elencati nella lista al pari delle bandiere e delle campanelle.

Che tuo figlio sia uno strumento di protesta da esibire in piazza è discutibile e l’idea di affollare una piazza in una giornata in cui moriranno tipo quattrocento persone per via di una pandemia molto contagiosa mi sembra poco qualificante; tuttavia il confronto delle idee è sacro e guai a chi volesse censurare un’idea, per quanto reprensibile.

Però non puoi barare al gioco. False informazioni, pseudoverità, mezze bugie non sono ammesse. E qui cascano alcuni asini, anche senza cappello a cono.

Leggo la pagina e, nonostante un link interno non funzionante (forse l’Html non è materia degna di apprendimento nel 2021?), vedo che si appropriano dell’articolo 34 della Costituzione. Avrebbero ragione loro perché, citano, la scuola è aperta a tutti. Ecco, il senso di quella frase è un altro. Non so, di notte le scuole sono chiuse, o la domenica. Non ci si riferisce all’apertura fisica.

Rigettano l’uso prolungato e indiscriminato della Didattica a Distanza. Anch’io, e chi non lo farebbe? Ma posso sapere che cosa vuole dire prolungato e indiscriminato? La scuola di mia figlia quest’anno ha fatto i salti mortali per aprire in sicurezza e per restare aperta. Un venerdì pomeriggio sono uscite da scuola tre classi su diciannove; le altre sedici erano in quarantena per contagi di bambini, genitori, parenti. Nessuno voleva chiudere. Ora hanno chiuso, mia figlia fa lezione in remoto e le insegnanti stanno facendo un lavoro spettacolare. Chiaro che in altri posti andrà magari meno bene, per mille ragioni, o ancora meglio, per mille altre. Dove sta però il prolungamento, dove sta l’indiscriminazione? Vedo della farneticazione, piuttosto.

Dicono che la tutela della salute psicofisica [è] gravemente minacciata in bambini e adolescenti. Vero. E poi:

La prolungata mancanza di socialità e di una sana relazionalità didattica sta determinando tra i giovanissimi un allarmante aumento dei casi di tentato suicidio e di autolesionismo, mentre la scarsa attività fisica e il dilatarsi del tempo trascorso davanti a tablet e PC inducono l’aumento dei casi di pubertà precoce.

Nel primo caso si fa riferimento a un articolo di Huffington Post su cui ci sarebbe da scrivere un post dedicato. Il tema è delicato anche se riguarda numeri piccoli rispetto alla popolazione scolastica, ma anche un solo ragazzo in difficoltà merita rispetto. Solo un commento a margine: le scuole sono definite gli spazi in cui si possono infrangere le regole sotto lo stretto controllo dell’adulto. Insomma.

La manipolazione più grave è quella del secondo caso. La scarsa attività fisica e il dilatarsi del tempo trascorso davanti a tablet e PC inducono l’aumento dei casi di pubertà precoce.

Sarebbe una questione esplosiva. Disgraziatamente, lo studio scientifico cui si fa riferimento esplora un aumento dei casi di pubertà precoce a causa del lockdown; non a causa dei tablet o della mancanza di attività fisica. Certamente, durante le chiusure succede anche questo; ma sono semmai concause e non i primi responsabili, come si lascia intendere.

E poi che cosa c’entra questo con la scuola in presenza? Mia figlia, nell’orario in presenza, fa attività motoria un’ora alla settimana. Questa è esattamente scarsa attività fisica; la mancanza di attività fisica degna di questo nome è un danno grave che la scuola in presenza infligge ai bambini. I quali, per la maggior parte del tempo, passano la scuola in presenza seduti.

Ah, lo studio copre il periodo da marzo a settembre 2020; in altre parole, per metà dell’arco di tempo coperto le scuole erano chiuse. Tutte, in presenza e pure online. Alla fine dello studio si legge che, per stabilire veramente una correlazione tra fattori patogeni specifici e pubertà precoce, occorrono altri studi e campioni più numerosi. Ovvero, si fa dare per scontata allo studio una semplice ipotesi di lavoro.

Questi sono i passaggi più gravi. Ci sarebbe da scrivere per ore. Questo, per esempio:

Le Istituzioni si devono adoperare per mettere in atto rapidamente tutte le misure necessarie allo svolgimento delle lezioni in sicurezza e in presenza per ogni ordine e grado di istruzione.

[Risate amare] È un anno che siamo in pandemia. Rapidamente? Forse il problema non è proprio la Dad, ma chi prende decisioni inefficaci e sconsiderate. Se scendono in piazza per mandare a casa il ministro della Salute, mi metto in prima fila. Se invece manifestano contro la Dad, come facciamo a salvare il salvabile, senza lezioni online e con governanti incapaci di mettere le scuole in sicurezza?

Tutti vogliamo che riaprano le scuole. Io non voglio che riaprano per tornare indietro di cinquant’anni. La scuola deve offrire il meglio dell’analogico e il meglio del digitale, armonizzati e bilanciati. Perché esiste una didattica sola, a volte in presenza e altre volte a distanza. Tutti i compiti che doveva sbrigare mia figlia a casa dopo otto ore di scuola in aula mi sembravano un’idiozia ed erano didattica a distanza bella e buona, anche se interamente analogica.

Chi vuole fare l’analogico con il digitale degli altri si faccia le sue di scuole, già ce ne sono di bellissime, la Costituzione non batte ciglio. Non si ha l’idea di quanto e bene si possa imparare online con buoni docenti e buoni metodi. La socialità, certo. È una foglia di fico. Si mettano in sicurezza le palestre per poter fare tutto quello sport, necessario, che la scuola schifa, e che sviluppa la socialità assai meglio delle lezioni frontali d’antan.

Visto infine che questa è gente che gioca sporco, un paragrafo insinuante me lo concedo. Non voglio neanche approfondire, ma sono convinto che dietro al sito di A scuola! ci sia una persona che di mestiere fa la creative strategist di una agenzia molto digitale e molto creativa.

Tutti volontari, eh. Ma per fare guerra al digitale nella scuola, qualcuno mette soldi per pagare competenze.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

This blog covers 1802, 1Password, 1Writer, 276E8VJSB, 50 Years of Text Games, 512 Pixels, AAC, AI, AR, Acer, Adium, Adobe, AirPods, AirPort Express, AirPort Extreme, AirTable, AirTag, Akko, Al Evans, Alac, All About Apple, All About Apple Museum, Altroconsumo, Amazon, Amd, Anagrafe, Android, Andy Hertzfeld, Anteprima, App Store, App Tracking Transparency, Apple, Apple Arcade, Apple Distinguished School, Apple Gazette, Apple II, Apple Music, Apple Park, Apple Silicon, Apple Store, AppleDaily, AppleInsider, AppleScript, Aqua, Aqueux, Arm, Ars Technica, Ascii, Asymco, Audion, Automator, Axios, BBEdit, Backblaze, Bandley Drive, Basecamp, Battle for Polytopia, Beeper, Bell Labs, Benjamin Clymer, Big Mac, Big Sur, Bing, BirchTree Mac, BlastDoor, Braille, Bruno Munari, Cap’n Magneto, Carbon, Carbon Copy Cloner, Carlo Canepa, Cartoonito, Catalina, Cbs, Chaplin, Cheetah, China Railway Shenyang, Cina, Clubhouse, Coleslaw, Comandi rapidi, Come un ombrello su una macchina da cucire, Common Lisp, Comune, CorpoNazione, Cortana, Cossignani, Covid, Covid-19, Creative Cloud, Cupertino, Cupra Marittima, DaD, Dad, Dalian, Dan Peterson, Daring Fireball, Dediu, Dell, DisplayPort, Disqus, DocC, Dock, Dolby Atmos, Dolphin, Doom, Dortmund, Dr. Drang, Drafts, DuckDuckGo, Dungeons and Dragons, Edimburgo, Edinburgh Learns for Life, Editorial, Elio e le Storie Tese, Epic, EpocCam, Erc, Everyone Can Create, Excel, Exchange, ExtremeTech, Eyepatch Wolf, Fabio Massimo Biecher, FaceID, Facebook, Fai, Federico Viticci, Feedly, Finder, Flac, Flappy Birds, Flash, Flavio, Flurry Analytics, Fondazione, Fondo Ambiente Italiano, Ford, Franco Battiato, Frix, Fsf, Fëarandil, G3, GQ, Geekbench, Geneforge 1 - Mutagen, Gianni Catalfamo, Giorgio Dell’Arti, GitHub, Gizmodo, Gnu, Go, Google, Google Play, Gplv3, HP, HP Smart, Hafnium, Halide, Happy Scribe, Hdmi, Hearthstone, Hemlock, Hewlett-Packard, Hey, Hii, Hodinkee, HomePod Mini, Horace Dediu, Html, Huawei, Il ritorno del Re, Il vitello dai piedi di balsa, Immuni, Incunabolo, Insegnanti 2.0, Inside Macintosh, Intel, Internet, Internet Explorer, Internet Relay Chat, Irc, Isaac Asimov, It is better to be a pirate than join the Navy, Ivacy, Jacob Kaplan-Moss, Jason Snell, JavaScript, Jeff Bezos, Jeff Vogel, Joanna Stern, John Gruber, John Perry Barlow, Jonathan Ive, Jägermeister, Kagi, Kansas City Chiefs, Krebs, LG, La classe capovolta, LambdaMOO, Larry Wall, LaserWriter, LibreItalia, LibreOffice, Lidar, Lightroom, Liguria, Linus Torvalds, Linux, Lisp, Luca Accomazzi, Luca Bonissi, Lucy Edwards, Lux, M1, M118dw, Mac, Mac OS X, Mac mini, MacBook Air, MacBook Pro, MacMomo, MacRumors, MacSparky, MacStories, Macintosh, Macintosh Plus, Macworld, Mail, Mailchimp, MarK Twain, Marco, Markdown, MarsEdit, Martin Peers, Matt Birchler, Matteo, Matthew Cassinelli, Mavericks, Mediaworld, Medium, Meet, Memoji, MessagePad, Microsoft, Mike Bombich, Mike D’Antoni, Mission Control, Mission Impossible, Model One Digital+, Model T, Mojave, Mount Sinai, Mp3, Museo Malacologico Piceno, Muut, Nanchino, Nasa, Neil Young, NetHack, NetHack Challenge, NetNewsWire, New York Times, Newton, Newton Press, Nicola D’Agostino, Nokia, Notifiche, Notre-Dame, NovaChat, OBS Camera, OBS Studio, OS X, Object Capture, OldOS, Olimpia, OpenDocument, OpenDocument Reader, Ordine dei Giornalisti, P3, PageMaker, Pages, Panic, Paola Barale, Paolo, Paolo Attivissimo, Parallels, Patreon, Patrick Mahomes, Pdf, Penn, People, Perl, Perseverance, Pfizer, Philip Elmer-DeWitt, Philips, Photoshop, Pixel Envy, Plan 9, Play Store, Playdate, Power Macintosh 7200/90, PowerBook, PowerBook Duo, PowerPC, PowerPoint, Preferenze di Sistema, Pro Display Xdr, Procter & Gamble, Project Zero, Python, Queen, QuickLoox, Radio.Garden, Rai, RaiPlay Yoyo, Raspberry Pi, Raymond, Raz Degan, Recenti, Reddit, Richard Stallman, Rss, Runescape, Ryzen, Safari, Samsung, Sars, Savona, Scott Forstall, Screen Time, Scripting, Shortcuts, Shortcuts Catalog, Simone Aliprandi, Six Colors, SkilledObject, Slack, Sony, South African Revenue Service, Spaces, Spatial Audio, Spid, Spiderweb Software, St. Therese Catholic Primary School, Steve Jobs, Stevie Wonder, Storie di Apple, Sudafrica, Super Bowl, Super Mario Bros, Swift, Swift Playgrounds, SwiftUI, Taio, Tampa Bay Buccaneers, Teams, Tech Reflect, Teller, Tempi moderni, Terminale, Tesla, TextEdit, Textastic, The Briefing, The Eclectic Light Company, The Information, The Motley Fool, The Verge, Think Different, Thoughts on Flash, TikTok, Tim Cook, Tivoli, Tivoli Audio Art, Toca Boca, Tom Brady, Tom Taschke, Tommaso, Toshiba, Travis Holm, Trillian, Trilogia Galattica, Tweetbot, Twitter, TypeScript, U1, Unix, Utf-8, Vesa, Visual Studio, Visual Studio Code, Vpn, VxWorks, WWDC, Walkman, West Coast, Windows, Windows Phone, Wired, Wishraiser, Word, WordPress, World of Warcraft, Wwdc, Xcode, Xdr, Xi, Yoda, YouTube, Zoom, Zune, adware, cartelle smart, cookie, coronavirus, cybersecurity, desktop publishing, ePub, emacs, emoji, hyper key, i3, iBooks Author, iCloud, iMac, iMessage, iMovie, iOS, iOS 14, iOS 14.5, iOS 14.5.1, iPad, iPad Pro, iPadOS, iPadOS macOS, iPhone, iPhone 12 mini, iPhone 6, iPhone 6s, iPhone SE, iPod, iTunes, isso, jailbreak, lossless, macOS, macOS 11.4, malware, npm, open source, privacy, programmazione, remote working, rsync, sandbox, scuola, setteBit, software, soup, tag, uptime, walled garden, watchOS, x86, zip, Arcade, tv, watch, watch SE

View content from 2021-06, 2021-05, 2021-04, 2021-03, 2021-02, 2021-01


Unless otherwise credited all material Creative Commons License by lux