Content tagged iPad

Realtà distanziata
posted on 2021-06-18 13:53

Ogni tanto fa bene alzare lo sguardo e puntare verso l’orizzonte. Articoli come Apple sta già costruendo un futuro di realtà aumentata, su The Motley Fool, fanno vagare la mente sul lungo periodo, che è una cosa buona.

In questi ultimi trimestri è diventato chiaro come Apple stia costruendo davanti ai nostri occhi le fondamenta della propria strategia di realtà aumentata. I Lidar presenti negli iPhone e iPad di oggi aumentano la precisione e la fedeltà della realtà aumentata sugli apparecchi e Apple sta già creando un ecosistema di app e strumenti per gli sviluppatori.

A leggerne così sembra una cosa grossa, molto grossa, che impatterà significativamente. Sono molto scettico sulla seconda parte e non credo che ci sarà tutto questo impatto. Concordo maggiormente sul fatto che sia una cosa grossa, solamente non destinata a spostare equilibri.

Devo tuttavia stare all’erta: se Asymco è d’accordo su una proiezione a lunga scadenza, quella proiezione merita doppia considerazione. E Asymco ha detto Yup.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Perculare e percolare
posted on 2021-06-03 12:44

Dell’opportunità di portare i Comandi rapidi su Mac hanno già detto in diversi e poco cambia che Jason Snell lo abbia ribadito nella sua raccolta di cose che vorrebbe vedere presentate a questa Wwdc.

Da ribadire c’è pure la gran differenza tra quanti perculano sulla storia dell’unificazione del sistema operativo e le tecnologie software che percolano da un sistema all’altro e portano a un ecosistema omogeneo senza sacrificare l’adattamento ottimale di ciascun sistema operativo a ciascuna macchina. La lista si allunga, Catalyst migliora e il progetto complessivo ha un buon aspetto. Avanti con la percolazione.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Notizie che (non) contano
posted on 2021-05-22 01:41

Apprendo da MacRumors che iPad di seconda generazione è stato infine dichiarato obsoleto da Apple in tutto il mondo.

Per Apple sono obsoleti gli apparecchi la cui produzione è terminata da sette anni, solo che ci sono nazioni con leggi che la costringono ad allungare i tempi.

Ora, tuttavia, i tempi in questione sono scaduti veramente ovunque.

iPad 2 è stato presentato a marzo 2011 e, in quanto obsoleto, Apple non fornirà più alcun tipo di assistenza hardware.

Ho un iPad di prima generazione a casa, che usano generalmente le figlie per giocare; ma mi è capitato occasionalmente di appoggiarmici brevemente per situazioni particolari. iCloud non è più accessibile, su App Store è difficile trovare ancora giochi che possano esservi installati; certamente non è più una macchina moderna.

Tuttavia continua a ben figurare nella rete di casa; si collega al Wi-Fi senza problemi, tramite Dropbox o al limite perfino la email dispongo di una limitata ma sicura capacità di interscambio con gli altri apparecchi, i software che potrebbero essere utili di sicuro non ricevono aggiornamenti da tempo ma perbacco, funzionano.

Undici anni dopo – mi arrivò a maggio 2010 – è un iPad che non potrei mai usare regolarmente per lavoro e però funziona benissimo per missioni occasionali. La scocca ha preso un paio di botte sopravvivendo degnamente e interamente; la batteria è ineccepibile. Lo schermo è intatto e il touch funziona a perfezione. Non ha mai ricevuto cure particolari o attenzioni specifiche. Continua a dire la sua.

Obsoleto fa notizia, funzionante no. Funzionante conta, obsoleto no. Se domani il mio iPad vecchio di undici anni non si accendesse più, dire pazienza, ho riavuto in valore non so quante volte quello che ho speso in soldi. Lo porterei dal cinese di turno, se il prezzo è buono, perché provare costa poco. Con il cuore leggero e il cervello soddisfatto di un investimento molto più che azzeccato.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Propaganda script
posted on 2021-05-15 01:43

Dr. Drang è tornato a bloggare da Mac dopo tre anni di iPad. Si era messo su iPad perché, tra altre ragioni,

Cercavo di imparare i modi migliori di usare un iPad e forzarmi a usarlo per bloggare sembrava un buon metodo di apprendimento.

Sistema sicuramente diverso da su Mac faccio così ma su iPad devo farlo diverso quindi non va bene.

Avrà ottenuto qualcosa? Dopotutto perdura il mito di iPad come macchina da consumo più che da produzione di informazioni. Certo, tre anni di blogging qualcosa devono averlo insegnato, altrimenti uno come lui avrebbe smesso molto prima. Vuole dire che qualcosa da imparare c’era.

Per riprendere su Mac, Drang ha ripreso BBEdit, naturalmente con la sua cifra:

Quando bloggavo regolarmente con BBEdit, avevo realizzato diversi script per facilitarmi il compito. Nelle due ultime settimane ho riportato in vita quegli script…

Tre anni su iPad hanno comunque lasciato traccia:

…e ho effettuato aggiunte, rubando numerose idee che ho usato in Drafts e Comandi rapidi.

Scripting che si propaga da iPad a Mac. Niente male, per un apparecchio che neanche dovrebbe potersi chiamare computer, per alcuni.

Ciliegina sulla torta:

Ora mi ritrovo un package Blogging nuovo e migliore per BBEdit su Mac, che unisce script creati in bash, Python, Perl e AppleScript.

Che poi, costruire un package per BBEdit è una attività a sé di sviluppo.

Drang non ha reso disponibili i suoi script. Però li ha elencati. Cimentarsi nel realizzarne qualcuno da soli sarebbe un’eccellente modalità di autoapprendimento.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Suggerimenti per la riapertura
posted on 2021-04-14 00:09

Apple ha dedicato recentemente una pagina a una delle sue Distinguished School, la scuola primaria cattolica di Santa Teresa a Sydney, che utilizza massicciamente iPad per attuare i progetti di studio della serie Everyone Can Create.

Chiaro che il vino dell’oste sia per forza il migliore e che non valga la pena di cercare spunti intriganti o cronaca imparziale in un redazionale che è di autopromozione. Nondimeno, qualche frase qua e là meriterebbe un pizzico di attenzione sopra la media.

Con una comunità di studenti di cinquanta culture diverse, dei quali cui tre quarti parlano inglese come seconda lingua, St. Therese è ricorsa a iPad per aiutarli a sbocciare contro ogni previsione.

Da noi si ama molto raccontare che l’insegnamento digitale acuisca le disuguaglianze e il disagio sociale.

Quando ogni scuola della nazione ha dovuto improvvisamente passare all’apprendimento remoto, lo sforzo che avevamo compiuto per incorporare iPad e il curriculum Everyone Can Create in ogni aspetto dell’insegnamento ha voluto dire che ci trovavamo con una base solida, dalla quale i nostri studenti potevano continuare a imparare senza interruzione.

A proposito del digitale considerato uscita di emergenza se proprio non se ne può fare a meno e altrimenti relegato in laboratori o considerato una materia, invece che una base.

Durante il lockdown, gli studenti hanno usato la app Seesaw per creare raccolte di lavori digitali e condividerle con i docenti. Si sono rivelate così gradite a studenti, docenti e famiglie che ora sono diventate una pratica abituale.

Il digitale può benissimo integrarsi con l’insegnamento classico e nessuno ha mai detto che lo debba sostituire. A parte i manifestanti che vogliono una scuola buona per il Novecento, nel 2021.

E ora tre capoversi impegnativi. Nell’originale il titolo del paragrafo è Agents of Equity. Il punto non è che iPad sia più bello degli altri, ma che il digitale possa essere usato con successo per ridurre i divari.

Durante il lockdown abbiamo potuto osservare studenti che non avevano spiccato il volo durante i giorni di scuola tradizionale, sperimentare un livello elevato di successo. Offrire grande flessibilità sui tempi di apprendimento è stato un sistema così efficace di eliminare i divari, particolarmente per gli studenti che avevano fatto fatica a ingranare dall’inizio, che gli insegnanti continueranno a registrare lezioni usando iMovie e ad approfondire l’insegnamento mediante attività virtuali su iPad inserite nelle proprie lezioni.

“Questa iniziativa di apprendimento misto è un buon esempio di come usiamo la tecnologia per sfidare norme datate come il modello della classe-fabbrica, dove i docenti parlano a file di ragazzi dalle nove del mattino alle tre del pomeriggio all’interno di un edificio” dice la preside.

“Ogni bambino è diverso, quindi perché ogni lezione dovrebbe essere uguale per tutti?” afferma. “iPad ci permette di personalizzare dove e quanto avviene l’apprendimento, mescolando lezioni virtuali e in presenza che danno modo a ciascuno studente di decidere il modo migliore per dimostrare i propri progressi”.

Non è un racconto di fantascienza, ma quanto succede in una scuola vera, lontana dalla solita America, in un ambito che, seppure privato, è low-fee. St. Therese è una scuola per famiglie normali.

Certamente il lavoro di inserimento di iPad nell’insegnamento è andato avanti per quattro anni. In Australia sono lenti, non come da noi dove gira la circolare del ministro e il giorno dopo sono tutti pronti per le lezioni remote.

Ecco. In questi giorni di dibattito sulla questione delle riaperture, un modesto contributo per evidenziare che, qualunque cosa succeda alle aule, nella scuola ci sono troppe teste che continuano a restare chiuse. Il lockdown non c’entra.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Il significato di uguaglianza
posted on 2021-04-10 02:12

Sono ventisettemila macchine nuove più dodicimila rinfrescate, secondo la municipalità di Edimburgo, che verranno consegnate da qui a fine 2022 a studenti tra i dieci e i diciotto anni e docenti, nell’ambito del programma Edinburgh Learns for Life.

Siccome le macchine senza una struttura serie di rete, nel 2021, sono uno spreco, assieme alla distribuzione degli iPad avverrà un potenziamento della connettività nelle scuole, in primo luogo wireless.

Analogamente, per i docenti verranno organizzati corsi di aggiornamento professionale, dato che un iPad è una macchina splendida per insegnare, per chi la padroneggia.

Mentre in Italia i somari riempiono le piazze contro le lezioni in digitale in quanto aumentano le disuguaglianze, in Scozia le disuguaglianze le eliminano.

Quando si deve stare tutti fermi perché qualcuno fa più fatica degli altri a muoversi, non è uguaglianza, ma truffa sulla pelle dei ragazzi e delle famiglie.

Uguaglianza è quando tutti vengono messi in grado di progredire insieme.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Il blocco dello scrittore
posted on 2021-03-05 03:16

Raramente mi trovo in sintonia con un articolo quanto invece lo sono con questa veloce rassegna di Jason Snell sugli editor di testo per iPad.

C’è dentro tutto e nello spazio giusto: su iPad abbiamo buoni programmi, ma ancora nessuno che sia degno di diventare veramente quello di elezione, capace di farsi preferire a un BBEdit ma anche “solo” a un MarsEdit su Mac.

Se fanno bene Markdown, errano sul lato della sincronizzazione; se hanno uno splendido sistema di macro, sono deficitari nel supporto delle scorciatoie sulla tastiera fisica; se costano il giusto hanno ancora qualche bug di troppo; se hanno una colorazione ottimale della sintassi hanno una versione Mac deludente e così via.

C’è un bel blocco di pretendenti al titolo di strumento di preferenza per scrivere su iPad, solo che nessuno ancora si stacca decisivamente da tutti gli altri.

Non c’è dubbio che undici anni fa di editor di testo per iPad neanche si parlava; la piattaforma è giovane e deve abbondantemente evolvere. Dobbiamo avere pazienza duplice, quella di provare le novità che escono e quella di sopportare le lacune del programma che abbiamo scelto sul momento.

Nel mio piccolo, sono passato per lo più a Drafts per scrivere in Markdown e però, quando devo scrivere in Html, la personalizzazione fatta su Editorial è tuttora imbattibile. Per cui alterno da un programma all’altro, secondo necessità.

Magari, in una logica di app specializzate, è giusto così e l’idea dell’applicazione monolitica a cui affidarsi per tutto (vedi BBEdit) è superata. Magari, anche no.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

E io ci lavoro pure
posted on 2021-02-06 01:50

Come pensiero della notte, questa considerazione di Matt Birchler:

Il mio lavoro quotidiano è un misto tra designer e product owner e non sarei in grado di svolgerlo da un iPad. […] Inoltre mi occupo di un canale YouTube e, mentre posso fare sul mio iPad la maggior parte del lavoro necessario, mi ritrovo a gravitare verso il mio vecchio Mac mini. Potrei svolgere il lavoro da iPad, eppure scelgo di farlo su un Mac molto più lento.

Tutto questo sembra condannare iPad, ma ecco che cosa succede: fuori da questi due ambiti, mi godo molto più iPad di Mac. Praticamente ogni altra cosa che faccio, che ammetto essere attività di tipo più leggero, accade su iPad. Scrivere questo post, leggere le notizie, sbrigare la posta, scrivere da freelance, modificare le foto in Lightroom, registrare e modificare audio, creare la mia newsletter, gestire le attività relative ai miei progetti YouTube, guardare video YouTube, parlare con gli amici, organizzare l’agenda e perfino rifinire il mio codice per questo sito: tutto avviene su iPad.

Ammetto che la mia suddivisione dei compiti sia più equilibrata: grosso modo sto metà del tempo su Mac e metà su iPad. L’essenza della constatazione di Birchler, tuttavia, si applica anche al mio fare. Su Mac avvengono le attività più impegnative, sicuramente, ma lo svolgere le attività più leggere è più piacevole su iPad.

E il lavoro che non posso tecnicamente svolgere su iPad, a differenza sua, sarà forse il cinque percento del totale.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

L’antenato illustre
posted on 2021-02-05 01:24

I Mac M1 hanno già fatto il botto e ne faranno presto altri. È utile ricordare che la tecnologia sottostante è la stessa del 1993, quando uscì Newton MessagePad.

Su Twitter è apparso un bel racconto di un entusiasta che affrontò un viaggio della speranza pur di avere una delle primissime unità in vendita. C’era affollamento, ma sicuramente non le code che poi abbiamo visto con iPhone.

L’esperienza di Newton è stata incredibile e una delle mie migliori decisioni rimane la vendita del PowerBook Duo per usare come portatile un MessagePad 2100 appena uscito di produzione. Durò molti anni, l’ho in casa, si accende e la batteria ancora regge.

Su Apple si è scritto tutto? No, mancherebbe una storia seria e documentata dei reimpieghi della tecnologia. Il riconoscimento della scrittura a mano che sta arrivando sugli iPad è pronipote del riconoscimento usato su Newton. I processori sono Arm oggi come erano Arm ieri.

Probabilmente l’entusiasmo di quegli anni fu diverso. Oggi entusiasmarsi richiede più ragionamento, più saldezza mentale, nel momento in cui tutti parlano di tutto e la realtà viene masticata infinite volte al secondo da miliardi di persone annoiate e quasi sempre fuori luogo.

Però esiste, è solo più difficile che traspaia. Provare un M1 in un Apple Store può dare brividi analoghi a quelli di spacchettare un MessagePad 2100 e scoprire un sistema operativo diverso da tutti gli altri.

La tecnologia dentro quell’oggetto troppo avanti per i suoi tempi anima oggi una comunità quattro ordini di grandezza superiore. Ventisette anni fa. Complimenti, antenato MessagePad.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Shopping selvaggio
posted on 2021-01-17 01:22

Oggi ben due acquisti: un hard disk Toshiba portatile da due terabyte da usare come Time Machine per Mac mini e un bundle di giochi Toca Boca per il sollazzo della primogenita su iPad.

Da molto tempo non acquistavo dischi rigidi, grazie a babbo Natale; questo è il primo sopra il terabyte, costato una sessantina di euro su Amazon, scelto senza particolari criteri tra una gamma assai numerosa.

Collegato, formattato Mac, in opera. Niente da segnalare, cosa che per un hard disk destinato al backup è un grande complimento. Nota di merito, l’assenza di inutilware dentro il disco: mai sopportate le utility incorporate, che servono a niente e chiedono solo di essere cancellate alla svelta. Un hard disk degno di questo nome si può amministrare con le utility di sistema, senza bisogno di altro.

Il bundle Toca Boca si compone di otto app a diciotto euro; due le avevo già ma il prezzo valeva comunque la pena. Spendere qualche soldo in buone app per una seienne è rinfrancante; sono sempre alla ricerca di buone app giocose gratuite e disposto ad accettare una presenza pubblicitaria decorosa oppure la presenza di acquisti in-app (la seienne in questione, a prescindere dalla protezione offerta da Face ID contro gli acquisti indebiti, sa di non dover spendere soldi veri e lo mette perfettamente in pratica) e ultimamente rimango spesso deluso.

È diventato esageratamente facile trovare su App Store app-clone fatte in serie, ripetitive in modo disturbante nel gameplay, che si pubblicizzano a vicenda in modo ossessivo, con trailer continui che prendono più tempo del gioco vero e proprio. È una deriva simile a quella dei video su YouTube dove si aprono uova con sorpresa o si colorano disegni e spero che sfiorisca prima possibile. Scegliere software gratuito comporta ovviamente un tasso molto elevato di cancellazione di app non adatte o non all’altezza delle aspettative, ma queste non sono più app fatte in economia, bensì puri vettori di pubblicità fini a se stessi, senza la minima attenzione verso il pubblico.

Stiamo parlando del miglior store di app al mondo e mi vengono i brividi pensando a che cosa possa essere in corso su Play Store, se App Store indulge in questo livello infimo di qualità, che non è così da sempre e però non è mai stato così diffuso, a giudicare dalla facilità con cui capita di imbattersi in questi prodotti.

This blog covers 1802, 1Password, 1Writer, 276E8VJSB, 50 Years of Text Games, 512 Pixels, AAC, AI, AR, Acer, Adium, Adobe, AirPods, AirPort Express, AirPort Extreme, AirTable, AirTag, Akko, Al Evans, Alac, All About Apple, All About Apple Museum, Altroconsumo, Amazon, Amd, Anagrafe, Android, Andy Hertzfeld, Anteprima, App Store, App Tracking Transparency, Apple, Apple Arcade, Apple Distinguished School, Apple Gazette, Apple II, Apple Music, Apple Park, Apple Silicon, Apple Store, AppleDaily, AppleInsider, AppleScript, Aqua, Aqueux, Arm, Ars Technica, Ascii, Asymco, Audion, Automator, Axios, BBEdit, Backblaze, Bandley Drive, Basecamp, Battle for Polytopia, Beeper, Bell Labs, Benjamin Clymer, Big Mac, Big Sur, Bing, BirchTree Mac, BlastDoor, Braille, Bruno Munari, Cap’n Magneto, Carbon, Carbon Copy Cloner, Carlo Canepa, Cartoonito, Catalina, Cbs, Chaplin, Cheetah, China Railway Shenyang, Cina, Clubhouse, Coleslaw, Comandi rapidi, Come un ombrello su una macchina da cucire, Common Lisp, Comune, CorpoNazione, Cortana, Covid, Covid-19, Creative Cloud, Cupertino, DaD, Dad, Dalian, Dan Peterson, Daring Fireball, Dediu, Dell, DisplayPort, Disqus, DocC, Dock, Dolby Atmos, Dolphin, Doom, Dortmund, Dr. Drang, Drafts, DuckDuckGo, Dungeons and Dragons, Edimburgo, Edinburgh Learns for Life, Editorial, Elio e le Storie Tese, EpocCam, Erc, Everyone Can Create, Excel, Exchange, ExtremeTech, Eyepatch Wolf, Fabio Massimo Biecher, FaceID, Facebook, Federico Viticci, Feedly, Finder, Flac, Flappy Birds, Flash, Flavio, Flurry Analytics, Fondazione, Ford, Franco Battiato, Frix, Fsf, Fëarandil, G3, GQ, Geekbench, Geneforge 1 - Mutagen, Gianni Catalfamo, Giorgio Dell’Arti, GitHub, Gizmodo, Gnu, Go, Google, Google Play, Gplv3, HP, HP Smart, Hafnium, Halide, Happy Scribe, Hdmi, Hearthstone, Hemlock, Hewlett-Packard, Hey, Hii, Hodinkee, HomePod Mini, Horace Dediu, Html, Huawei, Il ritorno del Re, Il vitello dai piedi di balsa, Immuni, Incunabolo, Insegnanti 2.0, Inside Macintosh, Intel, Internet, Internet Explorer, Internet Relay Chat, Irc, Isaac Asimov, It is better to be a pirate than join the Navy, Ivacy, Jacob Kaplan-Moss, Jason Snell, JavaScript, Jeff Bezos, Jeff Vogel, Joanna Stern, John Gruber, John Perry Barlow, Jonathan Ive, Jägermeister, Kagi, Kansas City Chiefs, Krebs, LG, La classe capovolta, LambdaMOO, Larry Wall, LaserWriter, LibreItalia, LibreOffice, Lidar, Lightroom, Liguria, Linus Torvalds, Linux, Lisp, Luca Accomazzi, Luca Bonissi, Lucy Edwards, Lux, M1, M118dw, Mac, Mac OS X, Mac mini, MacBook Air, MacBook Pro, MacMomo, MacRumors, MacSparky, MacStories, Macintosh, Macintosh Plus, Macworld, Mail, Mailchimp, MarK Twain, Marco, Markdown, MarsEdit, Martin Peers, Matt Birchler, Matteo, Matthew Cassinelli, Mavericks, Mediaworld, Medium, Meet, Memoji, MessagePad, Microsoft, Mike Bombich, Mike D’Antoni, Mission Control, Mission Impossible, Model One Digital+, Model T, Mojave, Mount Sinai, Mp3, Muut, Nanchino, Nasa, Neil Young, NetHack, NetHack Challenge, NetNewsWire, New York Times, Newton, Newton Press, Nicola D’Agostino, Nokia, Notifiche, Notre-Dame, NovaChat, OBS Camera, OBS Studio, OS X, Object Capture, OldOS, Olimpia, OpenDocument, OpenDocument Reader, Ordine dei Giornalisti, P3, PageMaker, Pages, Panic, Paola Barale, Paolo, Paolo Attivissimo, Parallels, Patreon, Patrick Mahomes, Pdf, Penn, People, Perl, Perseverance, Pfizer, Philip Elmer-DeWitt, Philips, Photoshop, Pixel Envy, Plan 9, Play Store, Playdate, PowerBook, PowerBook Duo, PowerPC, PowerPoint, Preferenze di Sistema, Pro Display Xdr, Procter & Gamble, Project Zero, Python, Queen, QuickLoox, Radio.Garden, Rai, RaiPlay Yoyo, Raspberry Pi, Raymond, Raz Degan, Recenti, Reddit, Richard Stallman, Rss, Runescape, Ryzen, Safari, Samsung, Sars, Savona, Scott Forstall, Screen Time, Scripting, Shortcuts, Shortcuts Catalog, Simone Aliprandi, Six Colors, SkilledObject, Slack, Sony, South African Revenue Service, Spaces, Spatial Audio, Spid, Spiderweb Software, St. Therese Catholic Primary School, Steve Jobs, Stevie Wonder, Storie di Apple, Sudafrica, Super Bowl, Super Mario Bros, Swift, Swift Playgrounds, SwiftUI, Taio, Tampa Bay Buccaneers, Teams, Tech Reflect, Teller, Tempi moderni, Terminale, Tesla, TextEdit, Textastic, The Briefing, The Eclectic Light Company, The Information, The Motley Fool, The Verge, Think Different, Thoughts on Flash, TikTok, Tim Cook, Tivoli, Tivoli Audio Art, Toca Boca, Tom Brady, Tom Taschke, Tommaso, Toshiba, Travis Holm, Trillian, Trilogia Galattica, Tweetbot, Twitter, TypeScript, U1, Unix, Utf-8, Vesa, Visual Studio, Visual Studio Code, Vpn, VxWorks, WWDC, Walkman, West Coast, Windows, Windows Phone, Wired, Wishraiser, Word, WordPress, World of Warcraft, Wwdc, Xcode, Xdr, Xi, Yoda, YouTube, Zoom, Zune, adware, cartelle smart, cookie, coronavirus, cybersecurity, desktop publishing, ePub, emacs, emoji, hyper key, i3, iBooks Author, iCloud, iMac, iMessage, iMovie, iOS, iOS 14, iOS 14.5, iOS 14.5.1, iPad, iPad Pro, iPadOS, iPadOS macOS, iPhone, iPhone 12 mini, iPhone 6, iPhone 6s, iPhone SE, iPod, iTunes, isso, jailbreak, lossless, macOS, macOS 11.4, malware, npm, open source, privacy, programmazione, remote working, rsync, sandbox, scuola, setteBit, software, soup, tag, uptime, walled garden, watchOS, x86, zip, Arcade, tv, watch, watch SE

View content from 2021-06, 2021-05, 2021-04, 2021-03, 2021-02, 2021-01


Unless otherwise credited all material Creative Commons License by lux