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Prima che sia troppo presto
posted on 2021-08-12 00:15

Scrivo in risposta a Claudio, molto gentile nel dirmi che a suo parere insegnare l’Html ai bambini è troppo e troppo presto.

Può certamente darsi che sia troppo presto. Mi figuro studenti che arrivano alla terza media capaci di strimpellare Html come farebbero con uno strumento se avessero trovato un buon insegnante di musica, non dei webmaster. In terza elementare l’obiettivo è chiaramente molto più limitato.

Ma posso dire che in prima elementare ci sono tanti esercizi per leggere e scrivere correttamente in italiano. Si imparano le maiuscole e le minuscole, le accentate, le pronunce, i tempi verbali. Si passa dallo stampatello maiuscolo allo stampatello minuscolo, intanto che si prepara il terreno al corsivo.

In prima elementare, quindi, si gettano le basi della tipografia. Non ci vedo niente di strano nel gettare le basi della marcatura del testo in terza.

Non per scrivere per forza testo marcato – l’osservazione che la maggior parte di loro non metterà mai un tag in tutta la sua vita è corretta – ma per sapere come funziona. Esattamente come a me, certo più avanti, venne spiegato come calcolare le radici quadrate manualmente. Non ho mai calcolato una radice quadrata a mano fuori dal quaderno di matematica, ma vorrei erigere un monumento a chi mi ha mostrato come fare e come funzione una radice quadrata.

A scuola non si insegnano gli strumenti, si insegna la materia. Me ne sono reso conto quando grazie ai buoni uffici di Chiara sono stato a parlare di nuove tecnologie nel suo liceo artistico.

Sono arrivato con un discorso preparato all’uopo, quando i docenti mi hanno mostrato con orgoglio che gli studenti di quinta lavoravano al nascente sito dell’istituto.

Gli studenti di quinta, liceo artistico, scrivevano il testo di una pagina in Word. Poi salvavano in Html, dentro una cartella del computer che raccoglieva il lavoro.

Buttai all’aria il programma del mio intervento. Chiesi a tutti di chiudere Word e di aprire, erano PC, il Blocco Note. Gli feci scrivere a mano una piccola pagina Html, con Title, Head, Body, il minimo assoluto. Gli chiesi di salvare, di aprirla con il browser. Mostrai l’effetto che i tag avevano sulla resa grafica nel browser e l’effetto che non avevano (ovviamente ignoravano che esistesse un tag Head e a che servisse).

Poi aprimmo nel Blocco Note uno dei loro file Word salvati in Html. Era pieno di cose incomprensibili a loro e anche a me. Chiesi retoricamente perché avessero scelto di usare il tag chisiricordaquale. Mi dissero che non erano stati loro a scegliere, lo aveva fatto Word. Il sito della scuola vorreste costruirlo voi o lasciare che ci pensi Word al posto vostro, senza sapere che cosa fa?

Mi si dirà sì, ma stai parlando di maturandi, tutt’altra età, tutt’altro contesto.

Intanto era il 1998. Come si intuisce, di Html nella scuola si cominciava appena a parlare. Erano i maturandi perché non poteva essere prima di così.

Secondo, avanti veloce, nel 2023 inizieranno a insegnare Office a mia figlia in terza elementare.

In linea di principio, Lidia potrebbe ritrovarsi nella stessa identica situazione di quei maturandi sventurati del 1998.

Tra parentesi: spero che nessuno dei poveracci abbia deciso di scegliere una carriera di web designer, partendo da Word come strumento professionale. O è disoccupato, o ha cambiato lavoro, o ha dovuto imparare la sera quello che avrebbero dovuto insegnargli a scuola la mattina.

Ho la folle speranza che per mia figlia possa essere diverso e che, venticinque anni dopo, possa sapere che cosa sta facendo, invece di farlo e basta.

Office a scuola è sempre e comunque troppo presto. Se lo sia anche insegnare i rudimenti dell’ipertesto non so, può darsi. Ma sarebbe un errore più benefico di quello di sedersi su Word e chiamarlo insegnamento.

Mentre approfondisco la faccenda dei commenti per il blog, chi vuole lasciare comunque un commento da qui può accedere liberamente alla pagina commenti di Muut per QuickLoox. Non è ancora (ri)collegata a questi post (è lo scopo di tutto l’esercizio). Però lo sarà.

Lo dice il giornalista
posted on 2021-06-15 00:07

Il livello della stampa quotidiana italiana, specialmente nelle versioni telematiche, non è esaltante e da molto tempo ho smesso di perdere tempo con quei siti. In compenso pago molto volentieri Giorgio Dell’Arti per la sua Anteprima, newsletter quotidiana nei giorni feriali che spreme le cose sensate e interessanti dalle edizioni cartacee e le mette insieme in una rassegna perfetta per cominciare la giornata.

Dell’Arti è un giornalista vecchia scuola con un talento mostruoso per l’archiviazione e il ritrovamento delle notizie di archivio. Non è un informatico ma neppure uno sprovveduto: vista la sua passione per gli archivi, qualche computer deve maneggiarlo; Anteprima viene erogata via Mailchimp, una piattaforma professionale, facile da approcciare quanto impegnativa per farci un prodotto editoriale in abbonamento pagato; organizza stanze su Clubhouse. È consapevole. In più Anteprima è lunghissima, tutti i giorni, e tra copiaincolla e scrittura originale richiede uno sforzo significativo di composizione di testo. Lui scrive davvero e tanto.

Ieri Anteprima si concludeva così:

Word è il peggiore programma di computer sulla piazza.

È null’altro che una opinione e può essere una opinione sbagliata. Quello che mi colpisce è che sia l’opinione di un giornalista che vive scrivendo migliaia di parole al giorno, tutti i giorni, da molti anni. Non ho idea del perché formuli il giudizio; però, se un programma nato per scrivere fallisce nell’intercettare i bisogni di uno che vive da sempre di scrittura, qualche domanda bisognerebbe porsela.

Ho sempre in cucina la mia enciclopedia del perché non usare Word, che devo ancora finire e prima o poi ci arriverò. Sono sicuro che Dell’Arti intende zero di quello che sto scrivendo io e ha altre ragioni. Ulteriori. Bisognerebbe porsi anche più di qualche domanda.

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Il perché dei perché
posted on 2021-05-19 00:44

Quando Matteo ha letto il mio resoconto sull’azienda che usa Word e non sa perché, ha voluto rispondere partendo dalla sua esperienza.

Matteo è uno dei miei amici digitali, per quanto mi riguarda; una di quelle persone con le quali ho avuto contatti di fatto nulli nel mondo reale e però si è sviluppato un rapporto attraverso la rete, di stima e rispetto. Lui è persona squisita, competente, appassionata e poco conta per me che lo faccia da una parte della barricata sovente opposta alla mia. Discutere, anche alla morte, sulle idee tra persone che si rispettano fa crescere e imparare e non per niente lui si occupa di formazione.

Lo fa dalla sponda Microsoft ed è per questo che ha deciso di spiegare in un post perché lui usa Word; ha parecchio da dire sulle mie affermazioni.

Siccome mi ha scritto di essere interessato a una risposta, lo faccio, solo che ci metterò un po’ e non so se mi basterà un post.

La mia intenzione era rispondere, o iniziare a farlo, già in questa pagina, solo che una rapida proiezione mi ha collocato a metà delle argomentazioni verso le cinque del mattino. Devo riorganizzarle o trovare una sintesi migliore, o pensarlo come un ebook se proprio non riesco a starci dentro.

Nel frattempo segnalo il suo post perché è interessante, bene argomentato, aggiornato sul meglio che Word ha da offrire e preciso nel rappresentare la visione di un modello di professionista per il quale, se consapevole e preparato, Word può benissimo essere una risposta efficace a tanti requisiti.

Il mio punto di vista è diverso, perché vedo l’impatto di Word in maniera più sistemica e allargata, purtroppo anche più negativa. Non è detto che sia giusto, ma ho una esperienza paragonabile alla sua e sono confidente nelle mie conclusioni, che appunto proverò a riportare in modo ordinato e leggibile in tempi umani.

Per capire chi ha ragione, o come la ragione sia distribuita, una lettura del suo pezzo è essenziale. Quindi oggi, invece che fare i compiti come al solito, li assegno. Leggere Matteo e derivare una propria idea del se e del perché Word sia una esperienza adatta al professionista di oggi, che professionista, quale oggi eccetera.

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Non so perché
posted on 2021-05-14 01:30

Sta per chiudersi la settimana lavorativa in cui ho chiesto perché usate Word?

Mi aspettavo una risposta di quelle classiche. La compatibilità, la diffusione, lo usiamo fin da piccoli, è comodo, era dentro i PC, lo standard di fatto eccetera.

Invece si sono stretti nelle spalle. Il perché non c’era.

Una volta Word si piratava. Adesso le aziende usano Office365.

Cioè pagano tutti i mesi un canone. E magari non sanno perché.

Lascio il commento all’ex fidanzato dell’ex valletta di Mike Bongiorno.

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Cattive attitudini
posted on 2021-02-21 03:32

Software sbagliato non per quello che fa, ma per quello che consente di fare. Word come contenitore di file .zip. Excel comprato per fare tabelle brutte e disfunzionali. WordPress pretesto per installare i plugin più tossici e creare le peggiori esperienze web. PowerPoint, per dire slaid, sentirsi in controllo e presentare da schifo.

Ieri ero sul Mac di altri. Trovato un malware-adware talmente sfrontato che aveva perfino un’icona dentro le Preferenze di Sistema. Chi fosse interessato cerchi SkilledObject; non linko nulla perché arrivano un sacco di siti che spiegano come toglierlo. E con quella scusa cercano di farti installare altro adware.

Ma come ci è arrivato? Guardo in cartella Applicazioni, eccolo lì: sedicente installatore di Flash, proveniente da sito nei bassifondi di Internet.

Mica per niente Flash è morto, ma ancora neanche vuole ammetterlo. Il contenuto tecnico di Flash interessa zero e quello zero interessa a nessuno.

Conta che nella testa delle persone sia rimasta l’idea di installare un player di Flash comunque, non importa perché; qualcosa fa. Non serve che arrivi da un sito sicuro, ce l’hanno tutti. È software di bassa lega, quindi l’esperienza di scaricarlo (che dovrebbe essere rivelatrice: come si mangerà in un locale che ti accoglie in modo scortese?) può essere discutibile. Vale tutto.

Vale tutto giustifica la brutta pubblicità ovunque e perfino nelle app, i social vissuti sciattamente, l’abolizione di qualsiasi criterio di valore diverso da costa meno, l’esaltazione dell’ignoranza come sistema di vita.

Sembra una tirata retorica. Lo è. La guerra contro i cattivi programmi non si fa perché funzionano male. Funzionano benissimo. Fanno pensare male ed è questo il problema.

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Come un ombrello su una macchina da cucire
posted on 2021-02-09 02:39

A un certo punto arriva comunque quello che deve modificare il file Pdf. Un po’ come al ristorante quando vede il pesce spada grigliato e chiede di averlo come sashimi.

In qualche modo, con LibreOffice, si riesce anche a fare qualcosa di buono se la codifica del Pdf è misericordiosa a sufficienza e ci risparmia i problemi di font. Sono rimasto sorpreso dalla bontà della funzione, che ovviamente fa quello che può; non era scontato, comunque. Rispetto a Inkscape, che può fare le stesse cose, è un bel po’ avanti.

Quello della modifica, però, vuole di più. Per modificare il Pdf vuole convertirlo in Word. Vuole avere il sashimi dello spada grigliato dentro la cotoletta impanata.

Qui ho scoperto che, tra i millanta servizi gratuiti su web che promettono di farlo, ci sono anche quelli di Adobe. Convertire un Pdf in Word è assurdo in partenza ma, se proprio bisogna, almeno facciamolo con quelli che lo hanno inventato. Il bello è che ero rimasto ai tempi della bisnonna e pensavo fosse obbligatorio passare da Acrobat a pagamento.

Ma quello della modifica ha come obiettivo ultimo la conquista della galassia. Vuole usare Word per distribuire file .zip. Affascinante e, appunto, fuori posto come un ombrello su una macchina da cucire.

Un file Word, come un file Pages, è un realtà un file .zip con una estensione ingannevole e basta rinominarlo per vederne le interiora.

Uno .zip dentro uno .zip? Si può fare. Gli autori di Word, che si sono messi a programmare per curare la dipendenza da Settimana Enigmistica, si sono anche divertiti a cambiare in .bin l’estensione di tutto quello che si trovasse nella pancia della balena. Così, se non hai indizi sulla consistenza del file che cerchi, puoi passare del tempo in allegria a provare questo o quell’altro file.

Perché Minecraft, perché Roblox, perché Pornhub, quando puoi usare Word come piattaforma per dare vita a qualsiasi perversione?

L’errore nel titolo arriva dall’autore del brano.

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